Cronaca
venerdì 9 Gennaio, 2026
Tentata rapina a Lavis, la famiglia Obrelli rilancia: cerca nuovi soci e giovani energie per le gioiellerie storiche di Trento
di Tommaso Di Giannantonio e Ubaldo Cordellini
Dopo l’assalto armato del 20 dicembre, la storica attività fondata nel 1929 guarda al futuro: sicurezza rafforzata, nuovi investimenti e l’obiettivo dei 100 anni nel 2029
Dopo la tentata rapina dello scorso 20 dicembre, la famiglia Obrelli cerca energie nuove per le gioiellerie di Lavis e Trento. «Abbiamo bisogno di figure giovani per portare avanti la nostra storia», dice Giancarlo Obrelli, che gestisce insieme alla sorella Cristiana e al fratello Maurizio l’attività di famiglia, fondata nel 1929 dai genitori Italo e Ada.
Ora la famiglia è pronta a fare un passo di lato per permettere l’ingresso di un nuovo partner. Non un addio, ma un «ciao», «un saluto sincero e personale a tutti i nostri clienti», spiegano nell’annuncio che dà notizia di questa scelta. «Tenuto conto di ciò che è successo e anche dell’età anagrafica abbiamo bisogno di energie nuove», spiega Giancarlo.
Quanto avvenuto pochi giorni prima di Natale nella storica gioielleria di Lavis ha lasciato il segno. In orario di chiusura quattro persone con il volto coperto – aiutati nella fuga, si è poi saputo, da un quinto uomo – hanno cercato di rubare i gioielli, minacciando i titolari con una pistola. Ed è partito anche un colpo, che per fortuna non ha avuto conseguenze. Proprio Gianfranco Obrelli ha avuto la forza e il coraggio di metterli in fuga, prendendoli anche a calci. «Io ho ancora la perdita dell’udito a un orecchio — racconta oggi il titolare — Non è stato un bel momento…».
La famiglia Obrelli fa un passo di lato, ma non getta la spugna. «Vogliamo arrivare a festeggiare i 100 anni di attività nel 2029 e vogliamo andare anche oltre, però stiamo cercando forze fresche — spiega Giancarlo — Abbiamo intenzione anche di aprire nuovi punti vendita a Bolzano e Rovereto e di potenziare il servizio di investimenti in oro». Nel frattempo, proprio alla luce della tentata rapina, «abbiamo potenziato i servizi di sicurezza, comprese le telecamere, e abbiamo introdotto la guardia di vigilanza fissa», conclude.
Le indagini dei carabinieri vanno avanti per risalire all’identità dei responsabili. «Noi non sappiamo nulla, ma non credo che fossero dei professionisti, altrimenti mi avrebbero steso».
Sanità
Cure palliative pediatriche, Asuit entra nel progetto europeo HOPE4Kids per migliorare la qualità di vita dei bambini con tumore
di Redazione
L’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino partecipa alla rete Ue che coinvolge 23 Paesi e 21 ospedali: al centro assistenza precoce, sostegno alle famiglie e continuità delle cure oncologiche pediatriche