L'intervista
domenica 3 Maggio, 2026
Tabbiani e il sogno playoff del Trento: «Stagione oltre le previsioni, ora giochiamocela»
di Stefano Frigo
Il mister aquilotto: «Davanti a noi almeno 7-8 team. L’avvio è stato difficile perché i nuovi arrivati erano tanti e dovevano metabolizzare il gioco. Poi le cose sono mutate, è stata una bella annata»
«Credo sia umano essere usciti dal campo a Feltre con del rammarico, detto questo non dobbiamo assolutamente dimenticare la stagione di cui siamo stati protagonisti. Siamo andati oltre ogni più rosea previsione giocando spesso un bel calcio, ora ovviamente non lasceremo nulla di intentato durante questi playoff e cercheremo di andare avanti il più possibile». Luca Tabbiani, tecnico del Calcio Trento, è il vero artefice del quinto posto conquistato dagli aquilotti, quinto posto che una vittoria contro la Dolomiti Bellunesi nell’ultima di campionato si sarebbe potuto anche trasformare in terzo. Questione davvero di dettagli, o meglio di un solo gol.
Mister, cominciamo proprio da qui. Come ha metabolizzato la squadra questa occasione d’oro che non si è riuscita a concretizzare?
«Direi bene, a caldo il fastidio è stato tanto. Vincendo quella partita, avremmo conquistato direttamente l’accesso alle fasi nazionali saltando due turni e riposando anche un paio di settimane. Ma, nonostante ciò, dobbiamo comunque essere contenti visto che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, ossia riuscire ad accedere ai playoff e giocare una partita al Briamasco. Ora vogliamo giocarci le nostre chance e cercare di fare più partite possibili».
Allargando invece gli orizzonti, è indubbio il fatto che siete stati protagonisti di una stagione davvero di alto livello. L’obiettivo era migliorare la settima posizione di un anno fa e ci siete riusciti mettendo in cascina 6 punti in più.
«Direi di sì e per tutto questo voglio ringraziare la squadra. Nessuno escluso. Mi sono divertito ad allenarli e questo è un qualcosa di impagabile, se penso che sono già trascorsi dieci mesi dal ritiro di Masen di Giovo mi sembra impossibile. Quando il tempo passa veloce significa che si sta bene per davvero. Durante questo campionato, sono cresciuto insieme a loro perché non tutto è stato in discesa. Soprattutto nella parte iniziale della stagione qualche difficoltà in più del previsto l’abbiamo incontrata».
In effetti nelle prime 8 giornate avete conquistato solo 8 punti. Poi però c’è stato un deciso cambio di marcia culminato con il periodo gennaio-febbraio che vi ha visto lasciare le briciole agli avversari. Ci sintetizza quest’anno?
«I nuovi arrivati erano tanti e avevano bisogno di metabolizzare quanto proposto. Detto ciò non vi nascondo che neppure io pensavo di fare solo 8 punti in 8 turni ma, dentro di me, ho comunque sempre avuto sensazioni positive. Nessuno della società mi ha mai messo pressioni né chiesto spiegazioni, ci hanno lasciato lavorare con il massimo della serenità e la squadra alla lunga è venuta fuori. I valori ci sono sempre stati, era solo questione di tempo. Nei primi due mesi del 2026 ci siamo davvero divertiti togliendoci soddisfazioni importanti, risalendo prepotentemente la china e, credo, facendo divertire i tifosi. Ovviamente abbiamo investito moltissime energie fisiche e mentali, per questo dopo siamo leggermente calati. D’altra parte pensare di poter mantenere certi standard per tutto il campionato sarebbe stato utopico».
Con 58 reti segnate chiudete con il secondo miglior attacco nonostante la scorsa estate abbia salutato il capocannoniere del Trento Samuel Di Carmine. Gli scettici erano parecchi e li avete sconfessati tutti.
«Il calcio, non a caso, è un gioco di squadra e quindi tutti gli elementi che scendono in campo devono potersi esprimere al meglio. Ho sempre creduto fortemente in Pellegrini nonostante all’inizio abbia fatto fatica a sbloccarsi, lui però ha sempre messo al primo posto il bene del Trento senza concentrarsi su se stesso e infatti nello spogliatoio tutti sono legatissimi a lui. A questo dobbiamo aggiungere il fatto che abbiamo potuto contare su esterni come Dalmonte e Capone che per la categoria sono davvero un lusso. Inoltre, le capacità di inserimento senza palla di Giannotti non le scopriamo certo oggi. A me piace cercare di proporre un gioco sempre votato all’attacco e al possesso palla: preferisco vincere segnando un gol in più rispetto agli avversari che 1-0».
Veniamo ai playoff: realisticamente, quante percentuali ha il Trento di arrivare sino in fondo?
«Sognare è bello ma penso che, al momento, si tratti di una piccola percentuale. Non di più. D’altra parte non ci siamo presentati ai nastri di partenza di questo campionato per centrare la promozione in Serie B, ci manca sicuramente ancora qualcosa per ambire a un salto così importante e impegnativo. Scenderemo però in campo con la testa libera per continuare il più a lungo possibile, il campo dirà a che punto siamo».
In un’ipotetica griglia di partenza, quante squadre vede più competitive di voi?
«Direi almeno 7-8. Nel nostro girone Union Brescia, Renate e Lecco sono arrivate davanti a noi e quindi qualcosa vorrà dire. Nel raggruppamento B troviamo un Ascoli davvero forte e completo, lo stesso Ravenna potrà togliersi delle soddisfazioni. Nel C Catania, Salernitana e Cosenza hanno degli organici di primissimo livello».