Il recupero

sabato 31 Gennaio, 2026

Stazione ferroviaria di Trento, gli operai lasciano e l’area è completamente fruibile. Ma il Partito democratico denuncia: «Lavori incompiuti»

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In ottica olimpiadi le operazioni urgenti sono finite. Recuperati anche i mosaici di Scarap

Chi frequenta la stazione dei treni di Trento ogni giorno, per lavoro o per motivi di studio, se ne accorge immediatamente: i lavori di riqualificazione ci sono stati, ma non nella misura e nei modi preannunciati all’inizio. E ora il caso finisce in Parlamento. La deputata trentina del Partito Democratico Sara Ferrari ha presentato un’interrogazione in cui denuncia «opere incompiute, carenze esecutive e interventi rinviati a futuri finanziamenti».

Il progetto, che fa capo a Rete ferroviaria italiana (Rfi), è stato finanziato con i fondi per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026: più di 31 milioni di euro per il rinnovamento della stazione. Il cantiere doveva chiudersi definitivamente entro l’inizio dei Giochi, ma i lavori sono slittati. Anzi, «l’Addendum all’accordo tra la Provincia di Trento, il Comune di Trento e Rfi, approvato dalla giunta provinciale il 19 dicembre 2025» — ricostruisce la deputata dem — ha aggiornato il programma degli interventi di riqualificazione della stazione ferroviaria di Trento, distinguendo tra opere essenziali da completare entro l’avvio dei Giochi olimpici e opere non direttamente correlate all’evento olimpico, da realizzare successivamente e subordinatamente al reperimento delle risorse necessarie.

Le opere essenziali, quelle ritenute strategiche per le Olimpiadi, riguardano l’accessibilità ferroviaria, attraverso l’innalzamento dei marciapiedi 1, 2 e 3, la riqualificazione delle pensiline, dei sottopassi di stazione e del sottopasso comunale di via Lampi, e infine il recupero del fabbricato viaggiatori, compreso il restauro delle facciate, la riqualificazione del corpo centrale, della pensilina lato città e di Piazzetta Mazzoni. Sono stati recuperati anche i mosaici di Romualdo Scarpa. Tuttavia, l’aspetto della stazione non sembra essere cambiato per nulla, al contrario di altre realtà vicine (a cominciare da Verona Porta Nuova) oggetto di riqualificazione negli ultimi anni. «Allo stato attuale» — fa notare Ferrari — «tali interventi risultano solo parzialmente restituiti alla città, con opere incompiute, carenze esecutive e interventi rinviati a futuri finanziamenti», nonostante fossero espressamente qualificati come necessari per garantire la piena funzionalità della stazione in occasione delle Olimpiadi.

Qualche settimana fa, nel comunicare il ripristino graduale dei servizi al pubblico, la stessa Rfi ha riferito che sono stati realizzati l’innalzamento dei marciapiedi, la ristrutturazione delle pensiline di binario e del sottopasso di stazione e la realizzazione del nuovo terminal bus nel piazzale antistante alla stazione Trento-Malè. Mancano però alcuni interventi.

Mentre tra le opere «non concorrenti all’obiettivo olimpico», la deputata sottolinea come siano state ricomprese la riqualificazione dei locali dei corpi Nord e Sud del complesso della stazione e la revisione della viabilità e delle aree contermini di Piazza Dante, tutti lavori che dovranno attendere ulteriori risorse.

Alla luce di questo quadro, Sara Ferrari si è rivolta direttamente al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, chiedendo «se sia a conoscenza del mancato completamento, nei tempi previsti, delle opere dichiarate essenziali per le Olimpiadi invernali» e «quali iniziative urgenti intenda adottare», nell’ambito delle proprie competenze e alla luce dei ritardi e delle carenze esecutive da parte di Rete ferroviaria italiana, per garantire il completamento integrale e funzionale degli interventi.