La segnalazione

mercoledì 28 Gennaio, 2026

Spid a pagamento, l’Adoc del Trentino: «Così aumenta il rischio frodi, ecco come prevenirlo»

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L'associazione dei consumatori preoccupata per la scelta di alcuni provider

Il 2026 si apre con importanti novità sul fronte dell’identità digitale, in particolare per quanto riguarda lo SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale utilizzato da milioni di cittadini per accedere ai servizi della Pubblica amministrazione. Cambiano le regole sui costi di gestione, vengono confermate alcune esenzioni, mentre cresce l’attenzione sulle nuove minacce informatiche.

A partire dal 1° gennaio 2026 viene infatti introdotto un canone annuo di 6 euro per la gestione dell’identità digitale presso la maggior parte dei provider privati, Poste Italiane comprese. Il pagamento riguarda gli utenti che possiedono uno SPID attivo da oltre un anno, chiamati al rinnovo annuale del servizio.

Chi invece attiva lo SPID per la prima volta nel 2026 potrà usufruire del servizio gratuitamente per il primo anno: il canone scatterà solo a partire dall’annualità successiva.

Restano tuttavia diverse categorie esentate dal pagamento. Il servizio continua a essere gratuito per i minorenni, per i cittadini con più di 75 anni, per gli italiani residenti all’estero e per i titolari di SPID professionale, utilizzato esclusivamente per finalità aziendali e lavorative.

Per chi non intende sostenere il costo del canone annuale, esiste già un’alternativa senza spese: la Carta d’Identità Elettronica (CIE), che consente anch’essa l’accesso ai servizi digitali della Pubblica amministrazione e rappresenta una valida opzione per l’identificazione online.

L’allarme frodi

Sulle novità legate ai pagamenti dello SPID interviene Walter Alotti per Adoc Trentino (Associazione difesa e orientamento del consumatore), che lancia un allarme sulle nuove strategie di frode informatica già emerse nelle ultime settimane.

«L’introduzione del canone – spiega Alotti – ha favorito la diffusione di SMS ed e-mail fraudolente che simulano comunicazioni ufficiali dei provider SPID. I messaggi avvisano l’utente di un presunto blocco imminente dell’identità digitale a causa di un mancato pagamento, inducendolo a cliccare su link ingannevoli. Oltre al tentativo di furto delle credenziali, è stata individuata una tecnica ancora più pericolosa, finalizzata alla clonazione dell’identità digitale. Attraverso il solo utilizzo di codice fiscale, indirizzo e-mail e numero di telefono, i truffatori riescono a creare più identità digitali presso provider differenti. Una volta ottenuto il controllo di questa identità “parallela”, i criminali informatici possono accedere ai principali portali istituzionali, come INPS o Agenzia delle Entrate, modificando dati sensibili: in particolare il codice IBAN per rimborsi fiscali, stipendi o pensioni, che vengono così dirottati su conti esteri o carte prepagate».

Come difendersi dalle truffe

Adoc Trentino raccomanda alcune misure di prevenzione fondamentali:

  • monitorare regolarmente i propri conti bancari;

  • controllare movimenti sospetti o accessi non autorizzati;

  • attivare sempre l’autenticazione a due fattori;

  • non condividere mai documenti o dati personali.

In caso di sospetto furto di identità o clonazione dello SPID, è necessario denunciare immediatamente l’accaduto alla Polizia Postale e all’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), così da bloccare nel più breve tempo possibile l’identità digitale compromessa.