Tennis
domenica 31 Agosto, 2025
Sinner batte Shapovalov, un match di sofferenza: «Non sono una macchina»
di Redazione
Il campione altoatesino è agli ottavi degli US Open dopo aver battuto in rimonta il canadese Shapovalov. «Partita molto dura, ero in un momento difficile, ma ho cercato di starci mentalmente e sono contento»

«È stata una partita molto dura, sapevo che avrei dovuto giocare a un livello molto alto. Sono felice di essere riuscito a vincere e a trovare una soluzione, è un segnale positivo. E poi fisicamente sto bene, questa è la cosa più importante». Così il campione altoatesino Jannik Sinner dopo aver conquistato gli ottavi degli Us Open, battendo Denis Shapovalov in 3 ore e 11 minuti: quattro set combattuti che hanno visto l’azzurro più in difficoltà nelle prime battute di gioco, per poi ritrovare slancio e battere il canadese. Perso 5-7 il primo set, ha vinto i tre successivi per 6-4, 6-3, 6-3.
Nel prossimo turno l’italiano, numero 1 al mondo nel ranking Atp, affronterà il vincente tra il kazako Bublik e lo statunitense Paul: il match tra i due si giocherà nella notte italiana.
In conferenza stampa Sinner ha ammesso: «Ero in un momento difficile oggi, ma ho cercato di starci mentalmente e sono contento». E sull’avversario Denis Shapovalov «ha giocato un ottimo tennis, ha servito molto bene. Ha retto abbastanza bene il mio servizio. Sul servizio non mi sento come vorrei in questo momento, lo devo accettare».
E, ancora il campione ai giornalisti: «Credo che oggi mentalmente ero in buona forma e oggi mi serviva quella parte. La partita è stata molto dura, c’era tensione, grandi sbalzi. Sono contento di come sono riuscito a stare in campo e portarla a casa», ha aggiunto Sinner spiegando di aver interpretato «tatticamente abbastanza bene la partita».
Sinner post partita ha poi proseguito: «Non sono una macchina, faccio fatica anche io a volte», ha detto l’altoatesino. A chi gli chiedeva se sentisse la pressione di dover difendere il titolo di numero uno al mondo, ha risposto: «Ho pressioni, c’è tensione ed è normale. Sono in questa posizione da più di un anno e la devi gestire. O riesci a gestirla o non riesci. Però non sto pensando che sono il numero uno. Per il 90% vado in campo che sono sempre il favorito e lo devi gestire. Ci sono delle cose fuori dal campo che devi gestire però fa parte del lavoro. Meglio avere tutte queste cose che non averle»