Val di Fiemme
venerdì 30 Gennaio, 2026
Sbatte in bici contro una stanga e fa causa al Comune
di Gianfranco Piccoli
L'uomo, dopo il grave incidente, era rimasto in convalescenza diversi mesi. Ora chiede un risarcimento: «Nessuna segnalazione»
Dietro la curva… la stanga. Abbassata. E per un biker di mezza età della val di Fiemme, l’esito dell’incontro ravvicinato è stato pesante: impatto violento, rovinosa caduta e danni alle vertebre cervicali, fortunatamente non irreversibili. Ma la convalescenza post-incidente è stata lunga, sull’ordine dei mesi. Un episodio che ora avrà uno strascico giudiziario, visto che l’uomo, tutelato dall’avvocato del foro di Trento Massimo Viola, ritiene che la responsabilità sia del Comune di Predazzo, proprietario e custode della stanga, e/o della Magnifica Comunità di Fiemme, sul cui terreno insiste la stessa stanga.
La vicenda risale all’estate del 2024. Il biker stava percorrendo la strada forestale che dal lago di Paneveggio scende verso Predazzo e costeggia il Travignolo, rio che nasce ai piedi delle Pale di San Martino e poi si interrompe alla diga di Forte Buso, per poi riprendere il suo cammino verso valle. Lungo il rio ci sono dei guadi per gli escursionisti, la stanga in questione va a chiudere proprio uno di questi in occasione di precipitazioni e quindi possibili svasi particolarmente significativi, possibilità per altro segnalata da cartelli lungo il percorso. In quei giorni erano previste piogge copiose, da qui la comunicazione al Comune che aveva provveduto, per tempo, prima ancora che Giove Pluvio si facesse sentire, ad abbassare la stanga. Da qui l’incidente, a poca distanza dal campeggio Valle Verde: erano stati alcuni passanti a prestare i primi soccorsi al biker e a chiedere l’intervento del 112.
Poi la richiesta di risarcimento, seguita da un tentativo di negoziazione assistita. Il Comune di Predazzo (all’epoca dei fatti sindaca era la consigliera provinciale Maria Bosin, oggi c’è Paolo Boninsegna) ha informato la propria assicurazione, la Unipol: quest’ultima ha ritenuto che non ci fossero gli estremi per considerare una responsabilità da imputare al Comune. La richiesta dell’avvocato Viola è stata quindi respinta.
Le considerazioni dell’uomo coinvolto nell’incidente si basano sostanzialmente sul fatto che la presenza della stanga – a suo avviso non visibile essendo posizionata dietro ad una curva – non era per nulla segnalata e i cartelli che avvertono di possibili piene non potevano assolvere al compito di comunicare la presenza dell’ostacolo. Va da sé, diverse la posizione di assicurazione e Comune, che si sono affidati all’avvocata Maria Emanuela de Abbondi, anche lei del foro di Trento. A spingere l’assicurazione e il Comune a non riconoscere responsabilità proprie, il principio di auto responsabilità per chi si muove in un ambiente montano. In sostanza: vanno messi in conto possibili pericoli, e quindi anche ostacoli, lungo un percorso.
In questa vicenda è stata chiamata in causa anche la Magnifica Comunità di Fiemme, sulla cui proprietà si trova la stanga. Su questo punto lo Scario Mauro Gilmozzi è stato categorico: «La proprietà della stanga e la custodia della stessa sono a carico del Comune di Predazzo», ha detto. Anche su questo (oltre, naturalmente, a stabilire di chi sono le responsabilità) sarà il giudice a doversi esprimere: la prima udienza della causa è fissata per mercoledì 1 aprile.
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