L'iniziativa

domenica 15 Febbraio, 2026

Rovereto: auto più lente e Mitag al centro, ecco come piazza Podestà cambia volto

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Un milione per renderla sicura per i pedoni e riqualificarla. Il Comune ha affidato a quattro professionisti (un architetto, due ingegneri e un geometra) l’incarico di progettazione

Sulla carta è una delle piazze più importanti della città, con il municipio, l’accesso alle artiglierie del Museo storico italiano della guerra (Mitag), il monumento a Fabio Filzi e Damiano Chiesa e il mortaio Skoda, tipologia di cui in tutta Europa rimangono solo altri due pezzi, uno a Belgrado e l’altro a Bucarest. Nella realtà, però, piazza del Podestà «al momento non presenta caratteristiche identitarie ma si mostra quale semplice via di transito», soprattutto per le tante auto dirette e provenienti dalla Vallarsa. Ne è ben consapevole il Comune, che non a caso ha affidato a quattro professionisti (un architetto, due ingegneri e un geometra) l’incarico di progettazione per la riqualificazione di piazza Podestà da almeno un milione di euro. Il Progetto di fattibilità tecnica ed economica (Pfte) è atteso per fine mese, ma sono già chiari gli aspetti su cui lavorare. «L’intenzione – scrive il Comune – è valorizzare tutti gli elementi che sulla piazza trovano affaccio». La riqualificazione riguarderà l’intero tratto stradale, dalla passerella di via Bertolini fino alla prima parte di via Vicenza, nel tratto in curva sotto il castello. Si interverrà su aspetti traversali all’intera piazza, come l’illuminazione «per dare rilievo a tutti gli elementi presenti» e la pavimentazione che «mostra evidenti segni di degrado, visto anche il traffico pesante che vi transita» e il cui asfalto verrà sostituito «dando anche un nuovo volto alla piazza». C’è poi tutto il tema della sicurezza, a partire dagli strettissimi marciapiedi, che verranno rifatti, e dagli attraversamenti pedonali, anche questi da sistemare, soprattutto in prospettiva. Già, perché una delle novità non incluse in questo progetto ma che cambieranno il volto della piazza è l’ex caserma Damiano Chiesa, sull’altro lato della strada rispetto al Mitag, all’inizio della salita di via Vicenza. L’ex caserma, oggi in ristrutturazione, diventerà un’ulteriore sede del museo (l’apertura è prevista nel 2027). Qui verrà trasferito l’imponente archivio oggi dislocato in quattro sedi. «L’obiettivo – ci spiega il direttore del Mitag Francesco Frizzera – non è solo migliorare gli standard di conservazione dell’archivio, ma trasformarlo in un centro di documentazione alla tedesca. Oggi, infatti, dell’archivio usufruiscono solo i ricercatori, circa 250 l’anno, mentre in futuro potremo aprirlo a tutti i visitatori del museo. All’ex caserma ospiteremo anche piccole collezioni in quelli che saranno spazi vivi e comunitari». A differenza della sede principale del Mitag – il cui progetto per l’ascensore è stato bocciato dalla Soprintendenza per i beni culturali (con tanto di perdita del relativo finanziamento) ed è ora nuovamente in discussione –, l’ex caserma sarà inoltre sbarrierata. Potrà così essere sfruttata anche per attività didattico-laboratoriali, workshop, piccole presentazioni e conferenze negli spazi polifunzionali previsti. Infine in via Vicenza saranno ospitate mostre stagionali e rassegne dei beni custoditi in collezione. Ecco allora che diventa ancor più fondamentale mettere in sicurezza i passaggi pedonali sulla piazza, sulla quale peraltro già oggi transitano i pullman che ogni anno portano al museo 22 mila studenti, nonché gli autobus turistici. «La piazza è baricentrica rispetto al nostro incedere sulla città – conferma il direttore Frizzera –. Già oggi sono circa diecimila le persone che dal Mitag scendono alla sezione artiglieria e che da lì potranno poi proseguire la visita all’ex caserma». Tra le ipotesi al vaglio ci sono l’installazione di dissuasori della velocità e l’installazione di un semaforo a chiamata su via Vicenza.
L’ultimo elemento per valorizzare la piazza riguarda infine il restauro da oltre 50 mila euro, in corso dallo scorso maggio, del cannone da 20 tonnellate. Il 5 marzo è in programma l’ultimo incontro del tavolo tecnico con i Beni culturali che dovrà decidere la tipologia di verniciatura e, soprattutto, come proteggere il mortaio dalle intemperie, per non vanificare l’importante restauro eseguito. La soluzione sarà una sorta di tettoia che dovrà però essere minimale: sia le mura su cui si erge il castello sia il memoriale ai caduti sono infatti tutelati dai Beni culturali. A dimostrazione, se ce ne fosse ancora bisogno, del valore di piazza del Podestà.