Pergine Valsugana

domenica 31 Agosto, 2025

Romanovsky a Pergine dopo il no di Bologna, Casagrande: «Si annulli il concerto»

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Polemica sul pianista filo-russo che ha suonato sulle macerie del teatro di Mariupol, cittadina ucraina simbolo della devastazione russa. Il consigliere comunale Pd: «Non stiamo con chi legittima i carnefici»

«Esprimo la mia netta contrarietà allo svolgimento del concerto del pianista Alexander Romanovsky, previsto per il 9 settembre a Pergine Valsugana»: così Mirko Casagrande, consigliere comunale del Pd e segretario del Pd di Pergine sul pianista filo-russo Alexander Romanovsky che si esibirà al teatro comunale nell’ambito degli eventi speciali del «Festival Innamorarsi della Musica» con un concerto dedicato a Fryderyk Chopin. A Bologna invece il suo concerto era stato annullato in quanto ha suonato sulle macerie del teatro di Mariupol, cittadina devastata dagli invasori russi, simbolo della ferocia dei fascio-putiniani.

 

Casagrande, che parla a suo nome, non fa sconti e chiede che il concerto del 9 venga annullato. «Romanovsky non è un artista “neutrale” – chiosa – nel 2022 ha scelto di esibirsi tra le macerie del teatro di Mariupol, città ucraina simbolo della devastazione portata dall’aggressione militare russa. Quella performance non è stata un semplice atto musicale, ma un gesto chiaramente politico, di sostegno a una narrazione filorussa che offende la memoria delle vittime ucraine e banalizza la ferocia di un’aggressione che dal 2014 ha provocato centinaia di migliaia di morti».

 

Ed ecco la riflessione del consigliere comunale: «Ritengo che ospitare oggi, nella nostra comunità, un artista che ha assunto posizioni simili significhi legittimare la propaganda del regime di Putin e mancare di rispetto a chi difende quotidianamente la libertà e la sovranità dell’Ucraina – le parole di Casagrande – Non è un caso che città importanti come Bologna, con il sindaco Matteo Lepore, abbiano scelto di annullare lo stesso concerto. Anche Pergine deve seguire questo esempio di responsabilità politica e civile».
E, ancora: «Il nostro Comune non può farsi palcoscenico di messaggi che inquinano la coscienza democratica europea. L’arte è libertà, ma quando diventa strumento di giustificazione per un’aggressione sanguinaria, non può avere spazio nelle istituzioni e nei luoghi pubblici». Di qui la richiesta «che il concerto del 9 settembre venga annullato. Pergine deve scegliere da che parte stare: con le vittime e con la libertà, non con chi legittima i carnefici».