Lavoro
martedì 9 Giugno, 2026
Rischio calore sul lavoro, scontro fra Provincia e sindacati. Spinelli: «Nuove linee guida». Cgil: «Non basta, servono ordinanze»
di Redazione
Il segretario Mastrogiuseppe: «18 regioni in Italia hanno adottato questo tipo di provvedimenti, il Trentino è uno degli unici a non averne»
È in dirittura d’arrivo il provvedimento della giunta provinciale che aggiornerà le linee guida per la protezione dei lavoratori dal rischio calore. Ieri è stato fatto il punto in un convegno organizzato dalla Trentino School Management (Tsm).
L’assessore provinciale al lavoro Achille Spinelli ha chiarito che al momento non sono previste ordinanze sull’obbligo di chiusura in determinati orari e in determinate località. «Crediamo che l’ordinanza vada un po’ oltre — ha dichiarato — Le linee guida in questa nuova versione danno un contributo di qualità e rafforzano ulteriormente l’impegno della Provincia su questo tema». Ma «sul rischio calore, noi restiamo convinti della necessità di ordinanze e non di semplici linee guida», afferma Giampaolo Mastrogiuseppe, segretario generale di Fillea Cgil del Trentino (Federazione italiana dei lavoratori del legno, dell’edilizia, delle industrie affini ed estrattive).
«È emerso in maniera chiara, anche dagli interventi dei rappresentanti dell’Inps provinciale — prosegue — che regole chiare aiutano l’istituto nell’accoglimento delle richieste di cassa integrazione collegate alle condizioni meteo. Regole che vanno disciplinate da ordinanze che, in Trentino, non si sono mai viste e che limiterebbero la discrezionalità, sollevando anche da responsabilità particolari il singolo funzionario che si trova a gestire la pratica». In sostanza, secondo la Cgil, Provincia o Comune, con ordinanza, dovrebbero assumere il ruolo di tutela dei lavoratori, consentendo all’impresa di avere accesso certo alla cassa integrazione e, quindi, di sospendere l’attività senza costringere i lavoratori a esposizioni rischiose. «Dai relatori odierni — conclude Mastrogiuseppe — emerge che ben 18 Regioni nel 2025 hanno emanato ordinanze in tal senso, il Trentino è uno dei pochissimi territori che non ne ha adottate».
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