Infanzia

martedì 6 Gennaio, 2026

«Rette dei nidi in aumento? È l’effetto delle sconsiderate politiche provinciali»

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La vicesindaca di Trento Bozzarelli e il primo cittadino di Riva Zanoni non sono sorpresi dagli incrementi in altri Comuni: «Rimborso scelta sbagliata, come l'apertura a luglio»

La vicesindaca di Trento Elisabetta Bozzarelli, che è anche assessora all’istruzione, non si meraviglia del fatto che alcuni sindaci abbiano deciso di aumentare le rette: «Quando le scelte politiche rinnegano la complessità e l’autonomia delle amministrazioni comunali, quando si smette di riconoscere ai Comuni la competenza sulla fascia 0-6, succede questo». Una provocazione, che però coglie nel segno: «Fugatti arriva a valle a rimborsare le rette dei nidi decise dai Comuni, e i Comuni fanno cassa. Insomma, cosa poteva aspettarsi?». Il fatto è che siano le amministrazioni di centrodestra ad alzare le tariffe, fa però dire all’assessora che «c’è anche la variabile della responsabilità». Quella che Trento «ha saputo dimostrare», dice. «Anzi, noi non solo abbiamo abbassato le rette con grande sacrificio sul bilancio, ma abbiamo anche allargato la fascia di beneficiari delle riduzioni agendo sulle soglie Icef. Ora, con gli aumenti a macchia di leopardo, succede però che ci saranno cittadini meno garantiti di altri». Questo il ragionamento: «Chi ha aumentato le rette avrà un ristoro dalla Provincia che potrà essere usato a bilancio senza vincoli. Mentre chi non ha alzato le tariffe, e a maggior ragione chi le ha abbassate, avrà meno soldi a bilancio da spendere per altri servizi». E questo cambierà da Comune a Comune. Per Bozzarelli, «la misura del rimborso delle rette da parte della Provincia è assurda e sconsiderata». E chiede alla giunta di tornare indietro: «Ci sarebbe ancora tempo. Meglio fermarsi prima di iniziare. Meglio tornare al metodo che riconosce ai Comuni i trasferimenti da parte della Provincia di risorse vincolate al servizio infanzia. Questa misura si è rivelata sbagliata e ingiusta. Come si rivelerà tale anche l’altra boutade della giunta, quella sull’apertura delle scuole dell’infanzia a luglio».

L’anomalia dell’aumento delle rette dei nidi deciso dalle amministrazioni più orientate verso il governo provinciale viene sottolineata anche dal sindaco di Riva del Garda Alessio Zanoni: «Il paradosso è che noi, come Trento e Arco, quel protocollo di finanza locale che prevedeva tra le altre cose l’impegno di non aumentare le rette, non lo abbiamo votato. Ci siamo astenuti. Mentre il Comune di Mori, presente nel Consiglio delle Autonomie locali, quel protocollo lo ha votato. Noi le rette non le abbiamo aumentate, a Mori invece sì. Un vero paradosso». Anche altri sindaci hanno onorato l’impegno, la stragrande maggioranza delle amministrazioni. Ma anche i Comuni «virtuosi» sono pronti a ritoccarle al rialzo: «I costi dei servizi sono aumentati, per colpa dell’inflazione ma soprattutto a causa degli aumenti contrattuali. Cifre che sul bilancio pesano tantissimo. La Provincia deve aumentare i trasferimenti ai Comuni, altrimenti non ci sono altre strade».