Alto Garda

martedì 28 Febbraio, 2023

Record di multe. E ora il caso dell’autovelox sulla Gardesana finisce in Procura

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L'Associazione nazionale dei Consumatori e delle micro imprese annuncia un esposto «per rilevata supposta violazione di legge». Centinaia gli automobilisti trentini sanzionati. E l'onorevole Ambrosi (FdI) attende una risposta in Parlamento

Meno di un mese fa in una notte di gennaio il dispositivo di Pai era stato distrutto a colpi di fionda. Dietro al blitz notturno c’è un caso ormai diventato nazionale: l’autovelox  sulla Gardesana Orientale nel territorio comunale di Torri del Benaco ha collezionato 10mila infrazioni in 75 giorni, precisamente dal 14 agosto al 30 ottobre scorso. Praticamente 130 multe al giorno. Diversi i trentini coinvolti, considerata la zona di passaggio per i residenti nell’Alto Garda.

Ma ora il caso – che già ha guadagnato l’attenzione della Camera dei deputati con una interrogazione di Alessia Ambrosi (Fratelli d’Italia) – si sposta in Procura. L’Associazione nazionale dei Consumatori e delle micro imprese, delegazione di Belluno, ha annunciato un esposto all’attenzione della Procura di Verona «per rilevata supposta violazione di legge».

Nel dettaglio, ai pm viene chiesto di «accertare e valutare se siano rinvenibili fattispecie penalmente rilevanti». Non solo:«Essendo la questione in esame particolarmente complessa e articolata sotto il profilo tecnico e normativo», si chiede di «demandare adeguata istruttoria e verifica ad ausiliario consulente tecnico esperto in materia».

L’associazione Maggiore Tutela sottolinea «l’esistenza di evidenti gravi concomitanti elementi e motivi ampiamente fondati in fatto e diritto atti a rilevare l’illecito reiterato utilizzo, a danno della collettività, delle apparecchiature per il rilevamento della velocità autovelox attualmente fruita dal Comune di Torri del Benaco, ai fini sanzionatori». Primo fra tutti il fatto che questo autovelox è espressamente approvato su Determina dirigenziale emanata dal Mit, il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, anche «carente di specifico prodromico Decreto ministeriale del Mise, atto a validare e legalizzare l’apparecchiatura di misura della velocità, mediante le complesse procedure prescritte in materia di metrologia legale».

La battaglia non è nuova. Sin dalla sua installazione, l’associazione Altvelox-Maggiore Tutela chiede chiarezza. E spiega: «I lavori stradali in corso d’opera che il comune di Torri del Benaco si è affrettato ad autorizzare, testimoniano che la strada non aveva e non potrà avere le caratteristiche di legge per l’installazione e l’uso di quell’autovelox. Confidiamo che presto arrivi anche la risposta dei ministri competenti chiamati in causa dall’onorevole Alessia Ambrosi con la sua interrogazione parlamentare – scrive l’associazione – Entro qualche settimana saranno anche depositati gli esposti alla Procura della Repubblica di Verona e alla Corte dei Conti di Venezia e Roma affinché possano essere valutati tutti i possibili ed eventuali reati commessi, dagli “attori” principali».