Calcio
venerdì 27 Febbraio, 2026
Reagisce con un pugno a un fallo e scatta la rissa, volano le squalifiche nella gara juniores
di Andrea Scalet
L'episodio durante Sacco - Alense: un giocatore dovrà saltare otto giornate
Juniores scortati dalla polizia, minacce e fumogeni in tribuna, per uno scontro troppo acceso tra Sacco San Giorgio e Alense. Scene che poco hanno a che fare con lo sport e che fanno riflettere sul clima che talvolta si respira anche nei campionati Juniores. Sabato, nel tardo pomeriggio, al campo delle Fucine a Rovereto, la sfida tra Sacco San Giorgio e Alense, terminata 2-0 per gli ospiti, è stata segnata da tensioni dentro e fuori dal terreno di gioco. Queste culminate con l’uscita della squadra ospite sotto scorta delle forze dell’ordine. È quello che racconta il comunicato ufficiale uscito ieri pomeriggio. Sugli spalti si è registrata la presenza di numerosi giovani sostenitori della squadra di casa che hanno acceso fumogeni e fatto esplodere petardi, con residui finiti anche sul campo. Il clima si è ulteriormente surriscaldato nel finale del primo tempo, quando è scoppiata una rissa in campo.
Un giocatore dell’Alense ha reagito con un pugno a un fallo a palla lontana subito da un giocatore del Sacco. Secondo quanto riportato nel comunicato del giudice sportivo, durante tutta la gara «un gruppo di sostenitori della squadra di casa faceva ripetutamente uso di petardi, bombe carta e materiale pirotecnico di vario genere», lanciando anche sostanze liquide sul terreno di gioco e compromettendo per alcuni minuti la visibilità con i fumogeni. Non solo.
I giocatori ospiti e al direttore di gara sarebbero state rivolte «espressioni ingiuriose e minatorie» per tutta la durata dell’incontro. Ancora più grave quanto accaduto al termine, quando alcuni sostenitori avrebbero atteso all’esterno dell’impianto, a volto coperto e armati di spranghe di ferro, minacciando avversari e arbitro. Per questi fatti è stata inflitta un’ammenda di 1.000 euro al Sacco San Giorgio. Sul piano disciplinare, otto giornate di squalifica a un giocatore della squadra di casa — che ha reagito con un pugno dopo essere stato colpito — e sei giornate a un atleta dell’Alense, autore del primo gesto violento e di insulti all’avversario. In campo, peraltro, c’erano per lo più minorenni.
L’allenatore del Sacco, Alex Zanfei, con molta lucidità, spiega: «Schermaglia tra giocatori, quanto scritto nel comunicato è successo realmente. Ero vicino all’azione e non mi è piaciuta. Azione e reazione, tra due ragazzi in campo. Gravissimo per me. Per come sono fatto io non tollero atteggiamenti violenti, sono favorevole anche a squalifiche pesanti. L’arbitro è stato insultato da presenti, non da tesserati. Parlo in maniera del tutto personale, senza dire cose per la società. È un episodio grave che condanno personalmente. Purtroppo le tribune sono sulla ciclabile, è difficile allontanare la gente. Questo è un problema anche per noi». Dalla parte opposta, il tecnico dell’Alense, Clodoaldo Martino, brasiliano da quindici anni in Italia, conferma il clima teso: «C’è stato un calcio lontano dal pallone e il mio ragazzo ha reagito. Provocazioni, petardi. Brutto da vedere. Ho detto ai miei di uscire tutti insieme e abbiamo chiamato le forze dell’ordine. Non è la prima volta che succede. La squalifica al mio giocatore è giusta. Non devono esserci reazioni violente. Dobbiamo formare prima uomini che calciatori».