L'evento
domenica 1 Febbraio, 2026
PwC, il T e l’università insieme per la classifica delle Top 200 aziende. «Imprese, priorità alla sostenibilità»
di Tommaso Di Giannantonio
Il 24 febbraio a Trento l’incontro «Innovazione sostenibile: le frontiere del cambiamento». La docente Pesci: «Leve strategiche insite nel tessuto locale»
Quali leve strategiche possono diventare motore per la crescita sostenibile delle imprese del Trentino? Come il territorio può continuare a distinguersi e valorizzare le sue eccellenze in un contesto globale in evoluzione? Saranno queste le due domande al centro della prima edizione di Top 200 Trento, organizzato da PwC Italia in collaborazione con il T Quotidiano e il Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento, con il supporto di Confindustria Trento e della Federazione trentina della cooperazione. L’evento – in programma martedì 24 febbraio (alle 16.30) all’Itas Forum – si inserisce all’interno del più ampio progetto PwC Top 500, che promuove il dialogo fra imprese locali, istituzioni, mondo accademico e della ricerca per affrontare le grandi sfide dell’attualità.
«Quest’anno abbiamo deciso di estendere il progetto Top 500 a Trento perché è una provincia di rilievo per il mondo dell’impresa, particolarmente attiva sulla sostenibilità e sull’innovazione, anzi quasi distintiva rispetto alle altre Regioni — spiega Giorgio Simonelli, partner PwC Italia — La Top 200 Trento non sarà una classifica delle imprese più virtuose e meno virtuose, ma una fotografia del tessuto imprenditoriale del territorio a beneficio di tutte le aziende. Abbiamo scelto di focalizzarci sull’innovazione perché è uno dei temi che caratterizzano maggiormente la provincia di Trento».
L’incontro si concentrerà proprio su «Innovazione sostenibile: le frontiere del cambiamento»: a partire dall’analisi delle performance 2024 delle prime 200 imprese trentine, si traccerà una prospettiva sugli andamenti economici, sulle prossime sfide e sull’evoluzione dei fattori Esg (sostenibilità ambientale, sociale e di governance) che stanno determinando la competitività delle imprese. «In un momento di così grande incertezza dove le dinamiche imprenditoriali sono influenzate da fattori esterni non governabili – come le crisi geopolitiche, le guerre commerciali e gli effetti dei cambiamenti climatici – ci sono due pilastri su cui non si può non investire: l’innovazione e la sostenibilità. Come PwC, proprio a Trento abbiamo realizzato l’hub Tic (Tech innovation center) — sottolinea Simonelli — in cui stiamo affiancando le imprese del territorio nello sviluppo di soluzioni tecnologiche finalizzate allo sviluppo del business. Soprattutto in questa fase di crisi le imprese tendono a frenare gli investimenti perché l’incertezza crea timore, ma è proprio in questo momento che bisogna investire sulle strategie a lungo termine».
Nel corso dell’incontro Caterina Pesci, professoressa di Economia aziendale dell’Università di Trento, fornirà un’analisi delle performance delle imprese trentine insieme alla collega Erica Santini, docente di Gestione aziendale. «Le leve per la sostenibilità vanno cercate nel territorio perché ogni territorio ha le sue peculiarità, non solo geografiche ma anche storiche: si vede nella Top, diverse attività imprenditoriali sono legate alle specificità del territorio (es. settore agricolo o attrezzatura per lo sport e anche energia), lì dentro per forza bisogna agire su tutto ciò che ha a che fare con il rispetto dell’ambiente e delle parti sociali — considera Pesci — L’altro aspetto che emerge è che la storicità del fare impresa in Trentino è riflessa nella Top: il settore cooperativo compare nella Top, cosa che per quanto lavori da tanto tempo sul settore cooperativo, non mi aspettavo che a livello di impatto numerico fosse così alto. È una peculiarità degna di nota, perché lì dentro c’è attenzione a una sostenibilità del territorio dal punto di vista sociale. Con un cambiamento del panorama aziendale, anche le cooperative devono evolversi: l’attenzione a parti sociali e ambiente può diventare una leva di distinzione ulteriore».
Dalla Top 200 emerge anche un ulteriore tratto caratterizzante. «Alcune di queste imprese sono familiari, che hanno una storia diversa dal generale: anche dentro l’impresa familiare la parte della sostenibilità ha le sue peculiarità — aggiunge la professoressa — Dall’altro lato abbiamo tutta una serie di aziende con partecipazione pubblica: il Trentino ha molto welfare e investito sulle aziende del territorio. Le aziende pubbliche sul territorio dovrebbero essere sostenibili a maggior ragione. Queste sono le peculiarità del territorio che devono essere prese in considerazione per la sostenibilità».
Ma in che modo si può essere competitivi in un contesto globale in evoluzione? «Questa è una sfida. Non sempre gioca a favore di un territorio che è più orientato alla sostenibilità rispetto ad altri territori: sostenibilità significa costi monetari maggiori, significa minor costi per il territorio e per le persone che lo vivono — spiega Pesci — Questo modo di fare impresa può essere più costoso, ma i benefici si vedono nel medio e lungo periodo. Ripeto: in un contesto in cui la sostenibilità a livello internazionale sembra non essere uno dei pillars di maggiore attenzione, spero che le aziende del Trentino continuino a investire sulla sostenibilità. Guardiamo oltre la contingenza, altrimenti rischiamo di perdere la nostra identità».