Il caso

venerdì 20 Febbraio, 2026

Pergine, il parcheggio abusivo del panificio Grisenti torna area agricola

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La zona è stata smantellata come aveva chiesto il Comune a fine 2025: tre persone restano indagate

C’è un nuovo sviluppo nel caso del presunto parcheggio abusivo a servizio del Panificio Grisenti di San Cristoforo, sotto sequestro da gennaio e per cui sono indagate tre persone. Mercoledì, l’area usata dal panificio come parcheggio sterrato è stata ripristinata al suo stato originale che (a livello urbanistico) dovrebbe essere quello di area agricola e per cui, per via della vicinanza al lago, è soggetta a tutela paesaggistica.

I fatti risalirebbero al 2023 e hanno portato all’avvio di un’indagine che coinvolge il titolare del panificio Aldo Grisenti e Sergio Targa (titolare della ditta che avrebbe realizzato i lavori senza le autorizzazioni), accusati in concorso di lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio su un terreno sottoposto a tutela paesaggistica. Assieme a loro è indagato anche il tecnico comunale Cristian Martinelli che, nonostante avesse firmato un’ingiunzione per il ripristino del parcheggio abusivo ad area agricola, non avrebbe effettuato ulteriori controlli per verificare l’avvenuto ripristino e non avrebbe inviato la notizia di reato alla Procura.

La situazione dell’area, che si trova a ridosso del panificio di San Cristoforo, era stata segnalata al Comune di Pergine l’8 giugno del 2023 dal Servizio urbanistica della Provincia. L’ufficio provinciale aveva appunto notato che la zona a destinazione agricola era in realtà usata come posteggio a servizio della vicina attività commerciale: a questo punto il Comune aveva svolto un sopralluogo per certificare la presenza del parcheggio, che all’epoca era in parte pavimentato in cemento e in parte con ghiaia. In occasione di questo primo sopralluogo, Grisenti aveva dichiarato che l’esecuzione dei lavori risaliva ancora a 10 o 15 anni prima: il 20 agosto del 2010, tuttavia, il Comune aveva già rigettato una richiesta per realizzare un parcheggio nell’area.

È a questo punto che è stata firmata la prima ingiunzione di ripristino dell’area agricola, a cui è seguito un nuovo sopralluogo (a novembre del 2023) che aveva accertato come il terreno non fosse più usato come parcheggio. Quasi due anni dopo, lo scorso ottobre, un nuovo controllo aveva però appurato come il piazzale fosse stato nuovamente adibito a parcheggio (la differenza è che a dicembre 2023, come dichiarato poi dallo stesso Grisenti, la parte in cemento del piazzale era stata rimossa). Poco dopo, il 27 ottobre, era stata emessa anche una seconda ingiunzione. Così si arriva all’8 gennaio, il giorno in cui il Gip Enrico Borrelli ha accolto la richiesta di sequestro dell’area presentata dalla Pm Maria Colpani: contro il decreto di sequestro era poi seguito un ricorso, respinto però dal tribunale.

Nei giorni scorsi, è infine arrivata la decisione da parte del proprietario di ripristinare il terreno rimuovendo la pavimentazione in ghiaia che ora è stata sostituita con della terra. Questo, chiaramente, non estingue il reato ipotizzato dagli inquirenti (e quindi per ora le indagini proseguono) ma potrebbe comunque risultare in un’attenuante a livello di pena. Il ripristino dell’area ha poi scongiurato la confisca del terreno che, nei prossimi giorni, verrà verosimilmente dissequestrato.