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mercoledì 7 Gennaio, 2026

Ondata di freddo: la prossima notte sarà la più gelida. Temperature sotto i 10 gradi sotto zero anche in città

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Intanto la minima a Roncafort ha raggiunto i -8.5 gradi. E in val di Rabbi una stazione della rete di Meteotrentino ha segnato i -20. Il meteorologo Piazza: «Non faceva così freddo da quattro anni»

La notte più fredda sarà, almeno a quanto è dato sapere dalle previsioni nel breve periodo, la prossima. All’alba di domani, giovedì 8 gennaio, i termometri potrebbero segnare temperature inferiori ai -7 gradi anche nei fondovalle e, se ci saranno le condizioni favorevoli anche qualcosa di meno. In Bassa Valsugana e in valle del Chiese temperature al di sotto -10 gradi sono a portata di mano e in quota farà ancora più freddo, con la possibilità di superare i -20 gradi in alcune stazioni a quota 2000 (ad esempio Ciampac di Canazei). Nella storia climatica trentina non si tratta di nulla di eccezionale ma, se si guarda al passato recente, l’ondata di freddo appare notevole.

«Gli ultimi quattro inverni — spiega Andrea Piazza, previsore di Meteotrentino — si sono rivelati estremamente miti. Ora stiamo vivendo, proprio a gennaio, un periodo caratterizzato da temperature sotto la media, benché in modo non estremamente marcato. Ma un freddo di questa entità non si registrava da metà gennaio del 2021, quando alla stazione meteo di Trento Roncafort vennero misurati -10,7 gradi. In questa occasione ci si potrebbe andare vicino. Ma staremo ben lontani da altri record di minima. Ricordo che nel gennaio del 1985 a Trento si registrarono -16 gradi».

Il freddo in Trentino prosegue ormai da un paio di settimane, con una grande assente: la neve. Ieri, sul territorio provinciale, si sono viste soltanto nubi alte che, in certe zone, hanno mantenuto le temperature sotto lo zero. In alcune località, come Peio, in val di Sole, o Telve, in bassa Valsugana, proseguono le «giornate di ghiaccio», con temperature mai sopra lo zero nemmeno in pieno giorno. Questa situazione è stata la norma anche in montagna, sopra i mille metri.

Ma niente fiocchi, che sono caduti abbondantemente, invece, in località di pianura e costiere. Il minimo basso e la bora hanno portato la neve da Trieste fino a Rimini. Imbiancata abbondantemente anche la spiaggia di Jesolo: una situazione che non si vedeva, con questa entità, dal 2018. Tanta neve anche in Appennino, già da quote collinari, con ricadute sulla viabilità su Autostrada del Sole e variante di valico.

In casi come questi, come insegna la storia climatica dell’Italia, è molto più difficile vedere la neve sulle Alpi, che fanno da barriera in caso di irruzione di aria fredda proveniente direttamente da Nord. Serve una perturbazione, tipicamente da Ovest, per avere precipitazioni abbondanti e, quando questa arriva, il contesto è inevitabilmente più mite. L’attesa potrebbe durare ancora.

«Solo venerdì – prosegue Piazza – è atteso il passaggio di una debole perturbazione. Mentre ci saranno nevicate sul versante settentrionale delle Alpi (che include anche la zona di Livigno in Valtellina e parte della val Pusteria, ndr) sarà più difficile vederla qui da noi, anche se non è da escludere qualche debole fiocco. Guardando nel lungo termine c’è qualche possibilità a partire dal 12 gennaio, ma è ancora troppo presto per avere certezze».

Intanto, nella notte appena trascorsa, quella tra il 6 e il 7 gennaio, per la prima volta una stazione della rete di Meteotrentino ha raggiunto i -20 gradi: si tratta di quella posta su Cima Cavaion, in val di Rabbi. A Trento, intanto, la «solita» stazione di Roncafort ha segnato -8,5 gradi, mentre alle Laste il termometro si è fermato attorno ai -4.