I numeri
domenica 22 Febbraio, 2026
Olimpiadi: chiude la Sala operativa di Cavalese dopo 520 interventi tra neve, ordigni e sicurezza in zona rossa
di Redazione
Il sistema della Protezione civile trentina termina la prima fase del monitoraggio olimpico. Stefano Fait: «Risolti problemi in tempo reale». Il coordinamento riprenderà tra due settimane per le Paralimpiadi
Con lo spegnimento degli schermi della Sala operativa provinciale presso la caserma dei Vigili del fuoco volontari di Cavalese, si chiude ufficialmente la prima fase dell’impegno del sistema trentino per i Giochi. Per oltre quindici giorni, uomini e donne della Protezione civile hanno lavorato senza sosta per garantire la sicurezza e il coordinamento delle Olimpiadi in Val di Fiemme, operando in stretta sinergia con la Sala operativa interforze.
I numeri del monitoraggio
Il bilancio dell’attività è imponente e testimonia la capillarità del controllo sul territorio. Il distaccamento della Centrale unica di emergenza 1-1-2 ha gestito complessivamente oltre 520 contatti, così suddivisi:
350 chiamate relative alla «zona gialla» (Valli di Fiemme e Fassa);
170 contatti riferiti alla «zona arancione» (i centri di Cavalese, Tesero, Predazzo, Ziano e Panchià);
6 eventi critici che hanno interessato direttamente la «zona rossa», ovvero le aree di gara e il villaggio olimpico.
Non si è trattato solo di monitoraggio di routine. La Sala operativa è intervenuta su scenari complessi, come la gestione dell’intensa nevicata che ha colpito i percorsi di accesso ai siti olimpici, il ritrovamento e il conseguente brillamento di un ordigno bellico e specifiche rilevazioni in ambito NBCR (nucleare, biologico, chimico e radiologico).
«La Sala operativa ha consentito la risoluzione dei problemi in tempo reale, garantendo interventi tempestivi sia sul piano tecnico sia su quello sanitario», ha sottolineato il commissario olimpico e dirigente generale, Stefano Fait, portando i ringraziamenti del presidente Maurizio Fugatti ai vertici dei Vigili del fuoco locali, il comandante Andrea Debertol e l’ispettore Stefano Sandri.
Verso le Paralimpiadi
La chiusura odierna segna solo una breve pausa. Il patrimonio organizzativo e umano accumulato in queste due settimane di gare resterà a disposizione del territorio: il sistema si riattiverà infatti tra quindici giorni per l’inizio dei Giochi paralimpici. «Questa esperienza rappresenta un patrimonio che resterà anche per il futuro», ha concluso Fait, evidenziando l’efficace collaborazione con la Fondazione Milano-Cortina.