La ricorrenza

domenica 15 Febbraio, 2026

Oggi il capodanno cinese si è festeggiato in piazza Dante. «È l’anno del cavallo di fuoco»

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Lu Xuemei, presidente dell’Associazione cinese trentino: «Irrinunciabile la danza del dragone e quella del leone. Auguriamo tanta ricchezza e prosperità»

«Non è solo una festa. È il momento in cui la famiglia si ritrova, lascia alle spalle il passato e si apre l’anno nuovo con un augurio di forza, prosperità e speranza». Così Lu Xuemei, presidente dell’Associazione cinese trentino (in foto), ha annunciato il Capodanno cinese che oggi si è festeggiato anche a Trento, come da tradizione, in piazza Dante. L’appuntamento era per le 11.30 con la spettacolare esibizione della Italy Lion and Dragon Dance nella «Danza del drago e del leone». L’evento era organizzato dal Centro studi Martino Martini in collaborazione con l’Associazione cinese Trentino e con il patrocinio del Comune. Una ricorrenza che segue il calendario lunare e che affonda le radici in una tradizione millenaria, tra le più sentite in Cina.

Lu Xuemei, questa edizione celebra l’anno del cavallo di fuoco, che significato ha questo segno nella tradizione cinese?
«Il cavallo è energia, forza e libertà. È il simbolo di chi sa andare avanti con determinazione e spirito di progresso. Invita all’impegno, alla costanza, al coraggio di mettersi in gioco. È un anno dinamico, che chiede fiducia e capacità di guardare avanti».
Il capodanno cinese non cade mai nello stesso giorno.
«Esatto, segue il calendario lunare, come la Pasqua. È una tradizione che risale a più di duemila anni fa. Segna l’inizio di un nuovo ciclo e porta con sé speranza e nuove possibilità».
Quali sono le tradizioni irrinunciabili?
«La danza del dragone e quella del leone. Sono momenti spettacolari, ma soprattutto simbolici: portano fortuna e protezione, scacciano le energie negative. Poi c’è il grande ritorno a casa. Milioni di persone viaggiano per riunirsi ai genitori. La vigilia è dedicata alla famiglia d’origine, il secondo giorno ai genitori della sposa, il terzo agli amici. È il tempo degli affetti e delle riconciliazioni».
E a tavola cosa non può mancare?
«I ravioli, i jiaozi, un piatto tradizionale ricco di storia e significato culturale: la loro forma ricorda gli antichi lingotti d’oro e simboleggia ricchezza e buon auspicio. Poi ci sono gli gnocchi di riso, i nian gao, che rappresentano prosperità e crescita per l’anno a venire: il loro nome richiama l’idea di “salire sempre più in alto”. E naturalmente il pesce, immancabile, perché il suo suono in cinese richiama l’abbondanza. Ogni piatto è un augurio».
Il rosso domina le decorazioni. È il colore della festa?
«Sì, allontana la negatività e porta energia positiva. Si indossano abiti rossi e si appendono sulle porte strisce con scritte augurali, spesso con il carattere della fortuna ben visibile. È un gesto semplice ma carico di significato».
Quanto durano i festeggiamenti?
«Quindici giorni. Nei primi giorni in Cina non si lavora e le scuole restano chiuse. Il quindicesimo giorno si celebra la Festa delle Lanterne, simbolo di luce e speranza».
Com’è vivere il capodanno lontano dalla Cina?
«Si vive simbolicamente: aggiungiamo due piatti in più per amici e parenti, ci vestiamo di rosso e ci colleghiamo con le famiglie. È un modo per sentirci uniti, anche a distanza».
Cosa aspettarsi oggi in piazza Dante?
«Non voglio svelare nulla, faremo entrare i trentini nella nostra tradizione: insegneremo a dire in cinese l’augurio tradizionale e racconteremo storie antiche. Augureremo tanta ricchezza e prosperità».

Foto Mauro Fontanari