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venerdì 20 Febbraio, 2026
Non solo medaglie: a Tesero lo sport diventa preghiera per la pace mondiale e appello per la tregua mancata
di Redazione
Mentre le piste della Val di Fiemme incoronano i campioni, la chiesa di Sant’Eliseo ospita un momento unico: atleti e istituzioni uniti nel segno del cessate il fuoco
Le Olimpiadi non sono fatte solo di cronometri, podi e adrenalina. Esiste un’anima più profonda dei Giochi, fatta di silenzio e riflessione, che ieri sera ha trovato casa a Tesero. Nella cornice suggestiva della chiesa di Sant’Eliseo, si è consumato un incontro capace di unire mondi apparentemente distanti: fedeli, volontari, atleti olimpici e rappresentanti delle istituzioni si sono ritrovati fianco a fianco per la veglia ecumenica «Sport, seme di pace». L’iniziativa, promossa dal Consiglio delle Chiese cristiane di Trento insieme alle parrocchie di Fiemme e Fassa, ha voluto lanciare un messaggio potente proprio nel cuore pulsante dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2026. Non si è trattato di una semplice celebrazione religiosa, ma di una riaffermazione dei valori di fratellanza, amicizia e inclusione che lo spirito a cinque cerchi incarna da sempre.
La celebrazione, guidata dal vicario generale della Diocesi di Trento, don Claudio Ferrari, ha richiamato con forza il valore della tregua olimpica come segno di fraternità universale. In un momento storico segnato da tensioni internazionali, lo sport è stato descritto come un autentico spazio di incontro, rispetto e accoglienza, capace di abbattere le barriere culturali e linguistiche. L’appuntamento, animato anche da don Albino Dell’Eva, ha visto la partecipazione corale della comunità locale e dei molti ospiti della valle: dagli organizzatori dei Giochi alle squadre nazionali, fino ai numerosi volontari che garantiscono il successo dell’evento. In questo clima raccolto, la Val di Fiemme ha dimostrato di non essere solo una straordinaria arena sportiva, ma anche un laboratorio di dialogo dove la competizione lascia il posto alla solidarietà, ricordando che il traguardo più nobile resta la convivenza pacifica tra i popoli.
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