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martedì 24 Febbraio, 2026

Multe in arrivo per 14 ultras del Trento: nel mirino una coreografia con la scritta «Trasferte libere»

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La scritta composta con lettere su una maglietta. La replica: «La questura si occupa anche di abbigliamento»

La Questura di Trento sta notificando in questi giorni 14 sanzioni amministrative pecuniarie ad altrettanti tifosi del Trento Calcio per la violazione del regolamento d’uso dello Stadio Briamasco. I provvedimenti fanno seguito a una coreografia inscenata durante la gara contro il Calcio Lecco 1912, con lo slogan «Trasferte libere».

La partita a porte chiuse per i tifosi ospiti

L’episodio risale al 31 gennaio scorso, quando allo stadio di Trento si è disputato l’incontro tra AC Trento 1921 e Lecco, valido per il campionato di Serie C, girone “A”.

La partita si era giocata in assenza dei tifosi ospiti, in base a un provvedimento prefettizio adottato alla luce della forte rivalità tra le due tifoserie e di precedenti episodi che avevano causato turbative dell’ordine pubblico.

Lo striscione

In dissenso rispetto alla decisione delle autorità, una parte della tifoseria trentina riconducibile al gruppo ultras «Nuova Guardia» aveva affisso, nella notte precedente alla gara, uno striscione all’esterno dello stadio ritenuto fortemente lesivo dell’onorabilità delle Forze di Polizia. C’era scritto: «Vi offendete se vi chiamiamo maiali»

Durante la partita, 14 appartenenti allo stesso gruppo hanno poi inscenato una coreografia sugli spalti, indossando magliette bianche con lettere dipinte che, una volta affiancate, componevano la scritta “TRASFERTE LIBERE”, in riferimento al divieto di partecipazione dei sostenitori lecchesi.

Secondo quanto ricostruito dalla Questura, la condotta configura una violazione del regolamento d’uso dell’impianto sportivo, che vieta l’introduzione e l’esposizione di striscioni o coreografie non preventivamente autorizzate dall’Autorità di Pubblica Sicurezza. In questo caso, l’autorizzazione non era stata richiesta né concessa.

Diversamente, altri striscioni esibiti nel corso della gara erano stati regolarmente sottoposti all’esame del G.O.S. (Gruppo Operativo Sicurezza), organismo tecnico che coordina la sicurezza dell’impianto e che riunisce rappresentanti delle Forze di Polizia, della Polizia Locale, dei Vigili del Fuoco, del soccorso sanitario e delle società calcistiche.

Accertamenti in corso e nuovi divieti

Per quanto riguarda lo striscione affisso nella notte precedente alla partita, sono ancora in corso accertamenti per identificare i responsabili.

Nel frattempo, il Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, dopo gli scontri avvenuti l’11 febbraio tra i tifosi della AS Giana Erminio e del Lecco, ha chiesto ai Prefetti competenti di valutare l’adozione di ulteriori provvedimenti di divieto di trasferta per le tifoserie delle due squadre, limitatamente ai residenti nelle rispettive province, fino al 22 marzo.

Una decisione che, di fatto, conferma la linea già adottata nelle settimane precedenti anche a Trento, quando su richiesta del Questore era stato disposto l’analogo divieto in occasione della sfida del 31 gennaio tra Trento e Lecco.

La replica

Non si è fatta attendere la replica della «Nuova Guardia», che in una lunga nota contesta la legittimità e il significato delle sanzioni.

Il gruppo richiama un’intervista rilasciata alla stampa locale dal Questore di Trento nei giorni successivi alla partita, nella quale – secondo quanto riportato dagli ultras – era stato ribadito il diritto di ciascuno a criticare le decisioni delle pubbliche autorità, purché in forma «civile».

«Ci chiediamo cosa di incivile ci possa essere stato nella frase ‘Trasferte libere’”, scrivono gli ultras, sottolineando come, a distanza di 23 giorni dalla gara, tutti i ragazzi che indossavano le magliette con le lettere siano stati multati con una sanzione da 166,66 euro per aver composto quella scritta.

Nel comunicato, il gruppo contesta inoltre il ruolo del G.O.S., domandandosi “da quando autorizzi l’abbigliamento da indossare in concomitanza delle manifestazioni sportive».