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giovedì 29 Gennaio, 2026

Morte di Alex Pretti, sospesi dal servizio i due agenti della Border Patrol coinvolti nella sparatoria

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Lo conferma il dipartimento di sicurezza nazionale, smentendo il responsabile operativo Gregory Bovino

Due agenti federali coinvolti nella sparatoria costata la vita ad Alex Pretti, infermiere di 37 anni ucciso sabato scorso a Minneapolis, sono stati posti in congedo amministrativo. Lo ha confermato mercoledì il Dipartimento di Sicurezza Nazionale (DHS), smentendo le dichiarazioni rilasciate nei giorni precedenti dal responsabile operativo della Border Patrol, Gregory Bovino, secondo cui gli agenti sarebbero rimasti in servizio, seppur trasferiti per motivi di sicurezza.

Secondo la portavoce del DHS, Tricia McLaughlin, i due agenti – uno della Border Patrol e uno della Customs and Border Protection – sono stati sospesi dal giorno stesso della sparatoria, in linea con il protocollo interno. Le precedenti comunicazioni ufficiali, ha ammesso il Dipartimento, erano inesatte.

La vicenda si inserisce in un contesto di forte tensione istituzionale in Minnesota. Nello stesso giorno, un giudice federale ha duramente censurato l’operato dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), accusata di aver violato quasi cento ordini giudiziari nel solo mese di gennaio durante un’operazione di contrasto all’immigrazione. Il giudice Patrick Schiltz ha parlato di una condotta senza precedenti, sottolineando che l’elenco delle violazioni potrebbe essere persino sottostimato.

Intanto il caso Pretti è diventato anche terreno di scontro politico a Washington. I democratici al Senato hanno minacciato di bloccare l’approvazione del pacchetto di spesa federale se non verranno introdotte nuove restrizioni sull’operato degli agenti federali dell’immigrazione. Tra le richieste: divieto di maschere, obbligo di identificazione visibile, uso di bodycam e mandati giudiziari per arresti e perquisizioni. «Basta agenti anonimi», ha dichiarato il leader democratico Chuck Schumer.

A rafforzare le polemiche è emerso anche un video girato undici giorni prima della morte di Pretti, che mostra un precedente scontro tra l’uomo e alcuni agenti federali. Le immagini sono ora al vaglio degli inquirenti. Secondo il legale della famiglia, Steve Schleicher, nulla di quanto accaduto prima della sparatoria può giustificare l’uccisione dell’uomo.

Restano inoltre contestate le affermazioni ufficiali sul presunto passato criminale di Jose Huerta-Chuma, il sospettato che gli agenti stavano cercando al momento dell’intervento: dai registri giudiziari non risultano condanne per reati gravi.

L’inchiesta sulla morte di Alex Pretti prosegue, mentre cresce la pressione politica e giudiziaria sull’operato delle agenzie federali.