l'analisi

giovedì 27 Novembre, 2025

Mercato immobiliare alle stelle, Gabardi (Anama): «A Trento il costo delle case è salito del 10% in un anno»

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Il presidente di Anama Confesercenti del Trentino spiega: «Pesano costi di costruzione e affitti brevi»

Il prezzo medio di una casa a Trento oscilla tra i 3.800 e i 4.300 euro al metro quadro ed è cresciuto in una misura compresa tra l’8 e il 10% rispetto all’anno precedente. Un aumento causato dalla crescita dei costi di costruzione dal periodo pandemico ad oggi e dalla scarsa disponibilità di immobili con l’esplosione degli affitti brevi, come spiega il presidente di Anama Confesercenti del Trentino Marco Gabardi: «Oggi ci sono più società che si occupano della mediazione di affitti che delle compravendite».
Anama ha appena pubblicato una guida del mercato immobiliare in Trentino, presidente Gabardi qual è l’andamento generale?
«Il 2025 è stato un buon anno, sia da un punto di vista del numero di compravendite che degli importi medi. Gli aumenti dei prezzi più importanti si sono visti a Trento sul centro storico, e nella Collina est, tra Povo e Villazzano. È aumentato soprattutto il nuovo, anche l’usato ma meno, poi dipende se è da ristrutturare o meno. Sono cresciute anche le nostre località turistiche primarie nostre, come Riva, Arco, Fiemme, Fassa e Rendena, dove è difficile avere immobili in vendita e ci sono molti immobili sul mercato degli affitti brevi. un calo si è visto invece nelle zone più disagiate e a rischio di spopolamento».
Per quanto riguarda Trento è possibile dare un aumento medio del valore?
«Senza voler esagerare possiamo parlare tranquillamente di un aumento del prezzo medio tra l’8 e il 10% su Trento città, parliamo di un valore medio tra i 3.800 e i 4.300 euro al metro quadrato».
E a cosa è dovuto l’incremento dei prezzi?
«Non c’è un solo responsabile ma ci sono diversi fattori che incidono. A partire dai costi di costruzione elevati, che nel post Covid sono cresciuti molto rispetto al pre Covid, a questi si aggiungono i costi di ristrutturazione e la poca disponibilità degli immobili, con il fenomeno degli affitti brevi condiziona il mercato degli immobili in vendita. Chi affittava prima aveva una rendita normale, mentre oggi ci sono rendite molto più alte, tanto che oggi ci sono più mediazioni di affitti che compravendite».
Ci sono anche società che comprano per affittare sulla scia di quanto avviene in altre regioni?
«Ci sono società che fanno questo tipo di operazioni, ma soprattutto si sono soggetti, sia società che soprattutto privati cittadini, che prendono appartamenti in affitto con la possibilità di sublocare senza neanche passare dalla compravendita».
Quali soluzioni vede per calmierare il mercato e cosa pensa dell’aumento della cedolare secca sugli affitti brevi?
«La cedolare più alta è una formula, ma non credo sia quella che rallenterà il mercato. Un’idea potrebbe essere quella di offrire una giusta combinazione tra l’aliquota più alta per gli affitti e aliquote meno pressanti su chi decide di fare il 4 più 4. Poi bisognerebbe trovare un equilibrio nella legge tra conduttori e locatori. Molti decidono di non affittare più con contratti 4 più 4 per non rischiare di non poter più rientrare in possesso dell’immobile».