Sanità
domenica 1 Febbraio, 2026
Medici in corsia oltre i 72 anni, de Pretis (Ordine): «Per gli over 70 compiti di formazione e turni ragionevoli»
di Simone Casciano
Cia (FI) interroga la giunta: «Anche i medici di base possono lavorare in deroga oltre l’età pensionabile, ma Asuit non incentiva questo strumento Perchè? In Trentino c’è bisogno»
I medici «senior» nelle corsie degli ospedali sono una buona idea, a patto di cucire per loro un abito su misura, fatto di turni umani e compiti che prevedano anche la possibilità di formare e fare da guida ai nuovi professionisti. Questa l’opinione di Giovanni de Pretis, presidente dell’Ordine dei medici del Trentino, sulla novità contenuta nel decreto Milleproroghe in discussione in Parlamento, che prevede la possibilità per i medici ospedalieri di restare in servizio fino ai 72 anni di età e che si stima possa avere effetti anche in Trentino. Potenzialmente, sono infatti trenta i professionisti che potrebbero rimanere in corsia.
«Una buona idea»
Una novità che riceve l’approvazione di de Pretis. «Essendo su base volontaria, non costringendo nessuno quindi a lavorare oltre l’età pensionabile, mi sembra un’idea che può solo avere risvolti positivi», dice il presidente dell’Ordine. Nell’attuale situazione di carenza di organico infatti «il prolungamento dell’età di lavoro dei medici non diventa un ostacolo al ricambio generazionale, qualora ci fosse un momento in cui il numero in entrata di medici torna a essere coincidente con il fabbisogno della sanità allora la norma andrebbe ridiscussa». Ma non è questo il momento, anzi i medici «senior» potrebbero ricoprire un ruolo indispensabile. «L’idea sarebbe impiegarli anche per la formazione dei nuovi professionisti, il medico anziano sarebbe particolarmente adatto a trasmettere la propria esperienza alle nuove generazioni e ad occuparsi del loro percorso formativo». Giovanni de Pretis ci tiene poi a puntualizzare che sarebbe fondamentale «utilizzare questi professionisti in modo ragionevole. Al medico over 70 sarebbe giusto evitare turni notturni, magari vicino alle feste». Per la conoscenza che de Pretis ha dei suoi colleghi medici, e di come vivano la professione, lui è sicuro che «saranno in molti quelli che daranno la loro disponibilità ad andare avanti anche una volta raggiunta la pensione.
A patto però di avere quelle garanzie che elencavo prima su un impiego intelligente, con turni ragionevoli e mansioni che prevedano anche l’accompagnamento dei nuovi medici». Insomma per de Pretis «la norma in sé ha senso.
Ora spetta alle aziende sanitarie come Asuit applicarla con buon senso e nel modo migliore, valorizzando questi medici».
E i medici di base?
La carenza di medici interessa tutta l’area sanitaria compresa quella dei medici di base. Su questo fronte l’ultima denuncia arriva da un’interrogazione del consigliere provinciale di Forza Italia Claudio Cia, che chiede informazioni su come Asuit si stai impegnando per trattenere in servizio anche quei medici di base che hanno raggiunto l’età pensionabile. «È un dato ormai evidente che nel solo 2025 la carenza di medici di medicina generale abbia interessato, a macchia di leopardo, buona parte del Trentino. I posti vacanti risultavano 54 e, dall’ultimo bando per l’assegnazione degli incarichi, emerge che hanno risposto 10 medici, tra i quali potrebbero esserci anche medici ancora in formazione, con limiti operativi inevitabili. Nel 2026 sono previsti ulteriori 19 pensionamenti», scrive Cia, facendo il quadro della situazione.
Cia osserva poi come «la norma nazionale consente su richiesta dell’interessato e in assenza di personale convenzionato disponibile, di trattenere in servizio i medici convenzionati (quindi anche i medici di medicina generale) fino a 72 anni». A fronte di questa facoltà però secondo Cia Asuit finora non avrebbe «valorizzato in modo sistematico tale possibilità, con ricadute di incertezza per l’utenza». Per questo motivo Cia chiede di sapere quante richieste di prosecuzione in deroga sono arrivate, quante sono state accolte e quante respinte. «Questa facoltà è attiva già da tempo – osserva Valerio Di Giannantonio, segretario del sindacato Fimmg del Trentino – So che ci sono colleghi che stanno già lavorando in deroga, c’è chi è arrivato fino ai 73 anni».