il bando
martedì 2 Luglio, 2024
Medici di famiglia introvabili: in Trentino restano scoperti 29 posti
di Davide Orsato
Partito l’appello per i professionisti residenti fuori regione. Sofferente in particolare la città di Trento: ne mancano nove
Introvabili. È l’unico aggettivo che viene in mente per definire i medici di medicina generale che, accanto ai loro colleghi di pronto soccorso e ad alcuni specialisti (ginecologi, oculisti e non solo) sono ricercatissime da tutti i servizi sanitari regionali, da tutte le aziende sanitarie territoriali. E basta il dato brutale delle zone rimaste scoperte dopo «la prima chiamata», quella di marzo, per comprendere quanto la situazione, anche in Trentino, possa risultare frustrante, per gli assistiti e per l’Apss chiamata a redigere i bandi. Se ne cercavano 42, se ne sono trovati appena tredici, lasciando gli incarichi vacanti (o aree carenti, per utilizzare un termine tecnico) a quota 29. È quanto si apprende da un secondo bando, apparso questa volta sul bollettino ufficiale della Regione Trentino Alto Adige. È il secondo tentativo, la chiamata per i medici residenti fuori regione. Occorrerà aspettare il 23 luglio, data fissata per la convocazione dei candidati, per vedere come andrà.
Intanto, guardando le aree che sono state coperte e quelle che rimangono, invece, senza medico, si ha qualche sorpresa. Ad aspettare, infatti, non sono, più di tanto, le località di valle. Quanto le principali città: su tutte il capoluogo. È il caso della Val di Fiemme dove, a Ville e a Cavalese, due giovani del posto, Veronica Tagliaferri e Giorgia Vanzetti, che hanno sostituito i due medici storici: Antonio Lugarà e Patrizia Gilmozzi: è stato aperto il Palafiemme, con tanto di coda, per consentire ai duemila assistiti di effettuare il cambio in caso non avessero praticità con l’app dell’Apss. Ma un nuovo medico è arrivato anche a Rabbi, ad Albiano, in val di Cembra, a Ville d’Anaunia, nelle frazioni dell’Altopiano della Vigolana, a Fornace e a Sant’Orsola, Terme, in gran parte località che vedono l’indennità aggiuntiva in quanto periferica. In compenso solo un medico (sui dieci che servivano) è stato trovato a Trento. Coperta solo Povo, mentre resta l’emergenza sull’Argentario (tra Cognola e Martignano e Villamontagna ne mancano 3). Restano scoperte tre località della Vallagarina (Mori, Avio, Villa Lagarina): con un posto anche a Rovereto, dove pure è stata coperta una posizione. Nell’Alto Garda mancavano cinque medici, ne è stato trovato uno, ad Arco, mentre Riva resta in grave sofferenza (ne servono tre, uno a Dro). Chiamate a vuoto anche per la val di Non (Sporminore, Denno, Riva del Garda), Primiero (Imer e San Martino di Castrozza), Bassa Valsugana (Borgo, Torcegno, Grigno, Telve). Manca ancora un medico, infine, a Baslega di Pinè (ma due incarichi sono stati coperti) e a Comano Terme.
Il caso
La Consulta per la Salute boccia l’aumento del ticket sui codici bianchi. «La Provincia scarica sui cittadini i limiti della sanità territoriale»
di Redazione
La presidente Elisa Viliotti critica l’ipotesi di aumentare il ticket per gli accessi non urgenti al Pronto soccorso, insistendo sulla necessità di potenziare le Case della Comunità e il filtro territoriale