Musica

mercoledì 7 Gennaio, 2026

Mario Brunello solista e direttore: l’Orchestra Haydn inaugura il 2026 tra Schumann, Weinberg e Haydn in Trentino

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Dall’8 al 14 gennaio 2026 l’Orchestra Haydn prosegue la Stagione sinfonica con il violoncellista. Un programma tra Schumann, Weinberg e Haydn per tre serate imperdibili a Silandro, Bolzano e Trento

A pochi giorni dalla conclusione del tradizionale tour concertistico di Capodanno, che ha fatto tappa in otto località del Trentino Alto-Adige, l’Orchestra Haydn prosegue la sua Stagione sinfonica con il primo concerto in cartellone del nuovo anno, uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati.

Lunedì 12 gennaio 2026 alle ore 19.30 presso la Casa della Cultura di Silandro, martedì 13 gennaio alle ore 20.00 all’Auditorium di Bolzano e mercoledì 14 gennaio alle ore 20.30 all’Auditorium di Trento, l’Orchestra Haydn si unirà al violoncellista Mario Brunello, impegnato nella doppia veste di solista e direttore.

Primo musicista europeo a vincere il Concorso Čajkovskij a Mosca nel 1986, Brunello è considerato una delle personalità più versatili e curiose del panorama musicale internazionale. Sul palco interpreterà da solista il Concerto per violoncello e orchestra op. 129 di Robert Schumann e il Concertino op. 43 bis di Mieczysław Weinberg, dirigendo inoltre la Sinfonietta n. 2 op. 74 dello stesso autore e la Sinfonia n. 82 “L’orso” di Joseph Haydn.

Un programma che riflette pienamente la visione musicale di Brunello, che dopo anni dedicati alla rilettura del repertorio settecentesco – in particolare Bach attraverso il violoncello piccolo – ora si concentra su alcuni capisaldi della letteratura per violoncello del secondo Novecento. In particolare, le opere di Weinberg, compositore prolifico nato in Polonia, hanno trovato nel violoncellista veneto un interprete fondamentale: grazie alle esecuzioni dal vivo e alle incisioni discografiche, Brunello contribuisce a diffondere un repertorio che per decenni ha faticato a emergere a causa delle imposizioni del regime sovietico.

Riguardo alla sua scelta del repertorio, Brunello afferma: «Una musica che mi ha parlato da subito, una forza dirompente che, già dalla lettura e dallo studio e poi via via durante le esecuzioni, conquista e che poi non puoi quasi più farne a meno».

Il Concerto per violoncello di Schumann, scritto dopo la nomina a direttore della Società Corale e dei Concerti di Düsseldorf, mostra come le caratteristiche espressive prevalgano sui toni morbidi e malinconici dell’insieme orchestrale, rendendo l’opera un esempio unico di concerto per violoncello con accompagnamento d’orchestra. In netto contrasto, il Concertino di Weinberg del 1948 trasmette un clima di grande tensione: la partitura rimase nascosta per volontà del compositore, che voleva proteggersi dalle pressioni del regime sovietico. La Sinfonietta n. 2 dello stesso autore, scritta nel 1960, contiene inoltre riferimenti autobiografici, tra cui la citazione del brano “Reminiscenza” nell’ultimo movimento, esprimendo la sua infelicità in maniera sottile ma incisiva.

A completare il programma, la Sinfonia n. 82 di Haydn, soprannominata “L’orso”, deve il titolo al tema iniziale dell’ultimo tempo, dove i bassi evocano il grugnito e i movimenti traballanti dell’animale, aggiungendo un tocco giocoso e dinamico alla serata.

Con questi tre appuntamenti a Silandro, Bolzano e Trento, l’Orchestra Haydn e Mario Brunello offrono agli spettatori un percorso musicale completo, tra romanticismo tedesco, riflessioni sovietiche e ironia settecentesca, confermando la centralità del Trentino Alto-Adige nel panorama della musica classica internazionale.