La storia
giovedì 8 Gennaio, 2026
Malata di tumore a Tenerife: gara di solidarietà della Valsugana per riportarla in Italia e affrontare le cure
di Johnny Gretter
Una raccolta fondi da oltre 6mila euro in poche ore, il sostegno di amici, autorità e cittadini per permettere a Laura, impossibilitata a muoversi, di tornare in Italia per continuare le cure
Appena si è saputo che Laura Bernardini, madre di famiglia colpita da un tumore a Tenerife, aveva bisogno di tornare a casa per stare coi genitori e proseguire il percorso di cura, tutta la Valsugana si è attivata per partecipare alla gara di solidarietà. Bernardini, brissinese di origine ma cresciuta a Castelnuovo, si era trasferita sull’isola col compagno Diego e il figlio Elia tre anni fa. Una nuova vita interrotta appena pochi mesi fa dalla diagnosi di un tumore in metastasi, una malattia che oggi le impedisce anche di stare seduta in sedia a rotelle. Per portarla in Italia è quindi necessario un trasporto aereo speciale, in barella, dal costo di circa 40mila euro. Una cifra troppo alta per la coppia. Così, nei giorni scorsi, è partita una raccolta fondi sulla piattaforma «Gofundme» che in poche ore ha superato quota 6mila euro.
Una gara di solidarietà
Tutto è partito da Aneta Carlin Wilczynska, amica stretta di Laura, che ha organizzato la raccolta fondi, intitolata Aiutiamo Laura a tornare in Italia per curarsi. «Ci siamo conosciute quando i nostri figli hanno iniziato a frequentare la scuola primaria di Castelnuovo – racconta Aneta -. Da lì è nata un’amicizia particolare. A giugno lei e Diego erano venuti a trovarci: lui le aveva chiesto di sposarla e avremmo dovuto essere i loro testimoni di nozze».
La coppia doveva sposarsi durante l’anno. Purtroppo, la malattia di Laura ha cambiato i programmi. «Avevano già in mente di tornare a vivere in Italia già a metà del 2026 – prosegue l’amica -. Avevano una casa a Castelnuovo, poi l’hanno venduta e tre anni fa si sono trasferiti. Volevano tornare dai genitori in Italia, per non stargli troppo lontano. A ottobre Laura ha iniziato a non stare bene, finché non le hanno diagnosticato un tumore in metastasi, con probabile origine dal pancreas».
Così la necessità di ritornare in Italia è diventata impellente, dettata dalla necessità di curarsi. «Diego si è licenziato dal lavoro per stare dietro a Laura e al loro figlio di 13 anni – racconta ancora Carlin -. A Tenerife possono farle radio e chemioterapie, ma non possono operarla: per questo il rientro in Italia è diventato necessario anche per le cure. Finché non vendono casa non hanno le risorse per far fronte a tutte queste spese, in particolare quelle del trasporto in Italia».
Un ritorno difficile
L’odissea di Giovannini e della sua famiglia è iniziata oltre un mese e mezzo fa, e oggi si trova di fronte a un nuovo ostacolo: i costi di trasferimento. Per la sua condizione, Laura non può camminare né stare su una sedia a rotelle quindi l’unica soluzione è il trasporto in barella, non previsto dai normali aerei di linea. «Una società specializzata in trasporti sanitari ci ha fatto un preventivo attorno ai 40mila euro», spiega Aneta. Un costo enorme che non viene coperto dal Consolato o dallo Stato Italiano, dato che a Tenerife sono presenti ospedali e un sistema sanitario funzionante.
C’è forse un’altra soluzione. «Un nostro carissimo amico, come operatore sanitario, si è proposto di fare assistenza medica sul volo in forma gratuita – aggiunge Carlin -. Lui e un altro ragazzo si stanno informando con Lufthansa per capire se possa accettare una barella su un volo di linea. Questo avrebbe comunque un costo attorno ai 15mila euro: per far salire una barella è necessario prenotare nove posti, a cui si aggiungono quelli per i due operatori sia per l’andata che per il ritorno. Ryanair ci ha detto che non lo possono fare. Tra un paio di giorni Lufthansa dovrebbe darci una risposta».
Il sostegno della Valsugana
Il risultato di questa raccolta fondi è stato un filo di solidarietà che da Tenerife ha raggiunto la Valsugana e non si è fermato lì. In poco tempo, l’iniziativa è stata condivisa da gruppi Facebook legati non solo a Borgo e dintorni ma anche Bressanone, la città di origine di Laura. Ha trovato anche il sostegno di diverse autorità locali, dallo stesso sindaco di Castelnuovo Claudio Ceppinati, alla sindaca di Borgo Martina Ferrai e il consigliere Luca Bettega. E nemmeno i più piccoli sono rimasti indifferenti: tra le varie donazione ne spicca una, cospicua, firmata dagli «alunni della scuola primaria di Castelnuovo».
Il passaggio
Dopo 33 anni a Castel Ivano va in pensione il comandante dei Carabinieri Stefano Borsotti. Al suo posto arriva Benegiano
di Redazione
Nel corso della sua carriera, Borsotti ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana