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lunedì 21 Settembre, 2026

L’influencer Thomas Colussa dal giudice a Rovereto. Fuori dal tribunale lo scontro con una teste, arriva la polizia

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Tutto nasce da un'accusa che riguarda il proprietario di una toelettatura

L’influencer friulano Thomas Colussa è comparso davanti al giudice di pace Rovereto per un procedimento legato a una diffamazione nei confronti del titolare di una tolettatura per cani residente nella città della Quercia, che ha accusato sui social di «aver impiccato un cane» mentre svolgeva la sua attività. Per il roveretano, però, l’accusa è infondata e altamente lesiva della sua dignità professionale. Da qui la querela per diffamazione.

Il confronto è però proseguito anche fuori dall’aula. Una testimone è stata raggiunta da Colussa e apertamente provocata, finché quest’ultima non ha chiamato la polizia. L’arrivo degli agenti ha interrotto il tutto.

A riferire la vicenda, tra gli altri, Giulia Corsini, che da tempo è coinvolta in uno scontro a distanza con Colussa.  «Tutte le persone che lo hanno denunciato e che avranno processi con lui devono fare attenzione a non essere mai sole», ha scritto.

Il precedente

Corsini e Colussa si sono in passato scontrati sui social  riguardo a una vicenda  che riguarda Numb, il cane lupo cecoslovacco di Colussa, sottoposto nel tempo a diversi interventi per problemi alla colonna vertebrale, tra cui ernie discali.

Corsini, veterinaria che opera nel Regno Unito e in passato finita al centro di contestazioni da parte di alcuni esponenti del movimento animalista per le sue posizioni favorevoli alla sperimentazione animale in ambito farmaceutico, aveva iniziato a pubblicare una serie di video nei quali analizzava le dichiarazioni di Colussa sulle condizioni di salute del cane.

La contrapposizione era nata dopo il ricovero di Numb in una clinica veterinaria del Veneto. In seguito, Colussa aveva rivolto dure critiche alla struttura e al personale, sostenendo sui social che il cane fosse stato curato in modo errato e che gli interventi avessero provocato conseguenze permanenti.

Corsini era quindi intervenuta pubblicamente prendendo le difese dei colleghi e ricostruendo, dal proprio punto di vista professionale, le ragioni delle scelte terapeutiche adottate. La veterinaria aveva inoltre contestato a Colussa di aver sottoposto Numb a sforzi eccessivi.

Numb e il suo proprietario avevano acquisito notorietà anche attraverso una serie di “imprese ad alta quota”, raccontate sui social e successivamente confluite in un libro e nella commercializzazione di prodotti specializzati.

Proprio l’attività in montagna è uno degli elementi al centro delle valutazioni di Corsini. Secondo la veterinaria, le ascensioni effettuate con il cane, compresa quella sul Monte Bianco, avrebbero contribuito ad aggravare condizioni di salute che Numb presentava già in precedenza.

Si tratta di una ricostruzione contestata nell’ambito del confronto pubblico tra i due e che si inserisce in una vicenda più ampia, sfociata ora anche sul piano giudiziario.

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