La polemica

mercoledì 11 Febbraio, 2026

Le scritte Tirol nel mirino di Fratelli d’Italia. Donazzan: «Danneggiano l’immagine dell’Italia alle Olimpiadi»

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L'europarlamentare veneta: «Mettere in discussione i simboli nazionali non rafforza l’autonomia»

 «Le scritte Tirol» comparse puntualmente in Alto adige «rischiano di danneggiare l’immagine dell’Italia durante le olimpiadi» . Lo afferma l’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Elena Donazzan..

Intervenendo nel dibattito sulle iniziative e sui messaggi comparsi in Alto Adige in vista dei Giochi, Donazzan sottolinea che «ogni tentativo di utilizzare l’evento olimpico per veicolare messaggi politici divisivi rappresenta un errore strategico». Le Olimpiadi, aggiunge, «devono unire, non diventare uno strumento per rivendicazioni che rischiano di creare confusione, indebolire il brand territoriale e danneggiare proprio quei territori che dovrebbero invece beneficiare al massimo di questa straordinaria vetrina internazionale».

Nel mirino dell’europarlamentare ci sono in particolare i richiami al «Tirol» e le richieste di una presunta squadra sportiva sudtirolese separata. «Non possono essere liquidate come semplici espressioni culturali – afferma – ma rappresentano operazioni politiche che interferiscono con un evento economico e turistico di rilevanza globale».

Donazzan richiama quindi il peso economico dell’appuntamento olimpico: «Il turismo vive di brand, riconoscibilità e messaggi chiari. Una comunicazione ambigua rischia di generare confusione nei mercati internazionali, indebolendo il lavoro delle imprese locali e il ritorno economico di un evento che richiede investimenti rilevanti in infrastrutture, sicurezza e organizzazione».

Infine, l’appello a evitare ogni politicizzazione anche sul piano sportivo: «Le Olimpiadi sono la competizione più seguita al mondo perché mettono al centro le Nazioni, l’orgoglio e l’identità. Mettere in discussione i simboli nazionali non rafforza l’autonomia, ma introduce incertezza. Le Olimpiadi non sono un palco per rivendicazioni separatiste, ma un moltiplicatore economico che va protetto. Il mondo ama l’Italia, con tutte le sue specificità: tutte parte di un’unica grande identità nazionale».