Il caso
domenica 8 Febbraio, 2026
L’assessore Tonina risponde a Degasperi. «Allo stabilimento Ala Carni migliaia di chili di merce scaduta»
di Ubaldo Cordellini
La vicenda era emersa dopo l’inchiesta di Report sul gruppo di cui fa parte l’azienda
Nella vicenda della carne scaduta poi usata per prodotti alimentari in scatola ci sarebbe il coinvolgimento di un’azienda trentina, la Ala Carni. Lo ha spiegato l’assessore Mario Tonina rispondendo a un’interrogazione presentata dal consigliere di Onda Filippo Degasperi che ha ripreso la notizia riportata da un’inchiesta di Report chiedendo lumi sulla vicenda della carne scaduta.
L’assessore ha fornito una risposta a una prima interrogazione di Degasperi. Risposta tenuta riservata in base al regolamento del Consiglio provinciale. A quel punto Degasperi ha presentato una nuova interrogazione ribadendo la richiesta di chiarimenti e ricostruendo la vicenda: «La risposta all’interrogazione numero 1404 ha confermato che la Ala Carni srl è lo stabilimento trentino coinvolto nelle vicende della carnetta scaduta e in pessimo stato di conservazione utilizzata per produrre carne in scatola e carne macinata rivelate dalla trasmissione televisiva Report».
La vicenda sarebbe emersa in base a una serie di controlli del personale ispettivo di Asuit, l’azienda sanitaria trentina che ha competenze anche di sorveglianza e vigilanza dei prodotti alimentari. In particolare, Degasperi ricorda che sono stati effettuati 6 controlli presso lo stabilimento dell’azienda nel 2024 e 5 prima del 13 novembre 2025. Nella risposta, però, si riporta solo l’esito del controllo del 13 novembre 2025. Nella risposta si spiega: «Il personale dell’unità ispettiva veterinaria esegue un controllo ufficiale per la verifica delle condizioni igieniche del personale e degli spogliatoi e per valutare la richiesta della ditta di ampliamento dell’attività. Nel corso del controllo, il responsabile dello stabilimento informa dell’apertura di una non conformità interna relativa allo smaltimento di 701 chili di spezzatino fresco, provenienti dallo stabilimento Bervini Primo srl di Pietole di Virgilio, in provincia di Mantova, per superamento del termine di conservazione».
A questo punto, gli ispettori dell’Asuit spiegano nel verbale che hanno deciso di aspettare l’arrivo del carico successivo proveniente dalla Bervini. Arrivo che era previsto per quella stessa mattinata. Il controllo del carico, però, è stato tutt’altro che positivo, come hanno spiegato gli ispettori nel verbale riportato dalla risposta della Provincia: «Durante il controllo si rilevano gravi non conformità relative all’etichettatura della carne confezionata ed allo stato di conservazione della merce. Si provvede quindi a emettere un blocco ufficiale per tutta la merce, ovvero 4mila e 322 chili, non conforme per etichettatura e a disporre il blocco ufficiale e lo smaltimento immediato della merce in cattivo stato di conservazione o priva di tracciabilità».
A questo punto gli ispettori segnalano di aver anche preso immediatamente delle misure di salvaguardia per evitare che il caso si potesse ripetere: «Si dispone inoltre che qualsiasi introduzione nello stabilimento di materie prime, semilavorati e prodotti di origine animale sia preventivamente segnalata all’Unità operativa ispettiva veterinaria di Rovereto per consentire gli opportuni controlli. Il 17 novembre 2025 il personale dell’Unità ispettiva assiste alle operazioni di smaltimento della merce che era stata bloccata». Poi è stata informata l’autorità competente per la Lombardia e il territorio di Mantova. Dal canto suo il personale ispettivo trentino spiega: «Il controllo documentale e materiale sulla carne ha evidenziato gravi non conformità per mancata corrispondenza all’etichetta, per lo stato di conservazione non corrispondente con quanto dichiarato in etichetta e merce confezionata con perdita del sottovuoto».