Val di Cembra

lunedì 2 Marzo, 2026

Lases, lettera dei residenti in difesa del lago: «No alla nuova area turistica, il lago resti selvaggio»

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La preoccupazione riguarda il nuovo piano regolatore che prevede un'area di sviluppo

Il consiglio comunale di Lona Lases lo scorso dicembre ha definito gli obiettivi e i contenuti che riguardano la prevista nuova variante all’attuale Piano Regolatore generale comunale. L’ex sindaco Vigilio Valentini e alcuni cittadini si erano allertati, come si ricorderà, quando a inizio dicembre scorso alcune ruspe erano apparse sulle sponde del Lago di Lases per eliminare il canneto presente. Lo stesso Valentini con altri residenti si erano allertati e avevano chiesto lumi in Comune. Ma sono sobbalzati anche quando prima di Natale hanno visto che nella «Variante al vigente Piano regolatore generale del Comune di Lona-Lases» era previsto «il rilancio del Lago di Lases in quanto attrazione turistica e volano per altre attività economiche».

Valentini e 44 residenti hanno subito inviato una lettera al Comune e al sindaco Antonio Giacomell in cui hanno scritto: «Il Lago di Lases non ha bisogno di interventi impattanti, ma solo di una buona manutenzione delle aree pubbliche circostanti, dei sentieri, della segnaletica e di tutela e controllo del bacino orografico di emungimento che circonda il lago».

L’attenzione sul canneto a rischio è massima. Valentini e i 45 sottoscrittori della lettera spiegano: «Rileviamo che attualmente il canneto a nord del Lago di Lases è stato nelle precedenti varianti al Prg, erroneamente inserito come area a verde pubblico attrezzato. Il canneto è da considerarsi come area importante da tutelare, perché fa parte dell’ecosistema del lago, habitat per diverse specie di uccelli acquatici e ha inoltre un‘ importante funzione di fitodepurazione. La sua tutela e salvaguardia è stata anche sottolineata con raccomandazione, nel 1992 dall’illustre professor Franco Pedrotti, scienziato di fama internazionale in materia di botanica, laghi e zone umide, in occasione dei lavori di risanamento dell’area lago fatto dal Servizio Ripristino Ambientale della Provincia».

I residenti, preoccupati, aggiungono: «Non dimentichiamo il taglio abusivo dei salici del luglio 2023, da parte del commissario Alberto Francini, senza l’autorizzazione dei proprietari della famiglia von Ferrari. Il saliceto ombreggiava il canneto ed era punto di riferimento per gli uccelli».

L’ex sindaco e attivista Vigilio Valentini insieme ai firmatari della lettera sottolinea che «è importante salvaguardare l’integrità e la salute del lago, in tutte le sue componenti, in quanto alimenta l’acquedotto Rivi del comune di Lona Lases, che a sua volta fornisce quattro litri di acqua potabile al secondo al Comune di Albiano il quale, con l’avanzamento delle cave, ha distrutto le sue sorgenti».

Ed ecco la conclusione: «Riteniamo che ogni amministratore comunale deve assumere le proprie responsabilità ed impegnarsi a tutelare il lago di Lases, evitando eventuali futuri interventi impattanti che possano peggiorare l’integrità dell’ecosistema del lago di Lases. È necessario garantire questo bene prezioso, per la comunità di Lona Lases e per le future generazioni, anche in previsione del peggioramento a livello mondiale dei problemi climatici ed il veloce scioglimento dei ghiacciai, che riforniscono le falde acquifere e quindi gli acquedotti comunali» precisano Valentini e i 45 firmatari. «Ma in un mese non abbiamo ricevuto risposte. Quando ero sindaco rispondevo nel giro di una settimana. Nel 2024 avevo mandato al sindaco Antonio Giacomelli una ventina di lettere su problemi del paese e ho ricevuto 2-3 risposte evasive e basta. Qui serve più dialogo tra amministrazione e cittadini, dopo quello che è successo con l’inchiesta Perfido» aggiunge Valentini.

Che, insieme agli altri 44 firmatari della lettera-appello, fa alcune proposte al Comune per il bene del Lago: «Serve controllare i piazzali di lavorazione posti nella zona Grotta-Dossi e l’area cave Pianacci. Chiediamo di sostituire la destinazione a verde pubblico attrezzato del canneto, con destinazione di area bianca come per il canneto a sud del Lago di Lases. Il lago deve restare selvaggio».