L'intervista
sabato 3 Gennaio, 2026
«La legge Salvaterra va aggiornata». Gerosa annuncia gli Stati generali della Scuola nel 2026
di Donatello Baldo
L'assessora immagina un percorso condiviso per riprogettare l'architrave dell'istruzione e aggiornarlo dopo 20 anni
Una buona legge, ma che è tempo di aggiornare. Questa l’opinione dell’assessora provinciale all’istruzione Francesca Gerosa sulla legge Salvaterra, che ha compiuto 20 anni, e che la Uil Scuola ha chiesto fosse aggiornata. Un appello a cui avevano già risposto favorevolmente le minoranze in Consiglio provinciale e che ora trova un’apertura anche dell’assessora competente.
Gerosa è quindi tempo di aggiornare la Salvaterra?
«Condivido il pensiero di chi, come la UIL, mi ha manifestato in questi due anni la necessità di una revisione complessiva della legge Salvaterra sulla Scuola risalente al 2006, che anche a mio avviso dovrebbe essere attualizzata. Di questo mio intendimento non ho mai fatto mistero, ritenendo l’attuale legge obsoleta e troppi sono gli articoli rimaneggiati nel tempo con rimandi a regolamenti vari. Con la dirigente generale del Dipartimento istruzione parliamo dell’opportunità di rivedere la legge 5 da più di un anno ormai. Il momento in cui però ci si trova ad affrontare determinati temi è strategico, e rivedere l’impianto di questa legge richiede particolare prudenza e un intervento ben ponderato. In questi primi due anni ci siamo dedicati ad azioni più impellenti con la messa a terra dei primi obiettivi di questa legislatura, ma negli ultimi mesi abbiamo già iniziato a ragionare sulle modalità per arrivare a una nuova legge sulla Scuola che sia il più possibile condivisa e partecipata».
Immagina una riforma organica?
«La legge 5/2006 trova attuazione in regolamenti, sui quali abbiamo già, comunque, avviato un’importante opera di revisione: come ho dichiarato stiamo rivedendo il regolamento sulla valutazione, anche sulla base del nuovo disegno di legge sul recupero delle carenze e delle capacità relazionali, e siamo in via di definizione di quello relativo ai bisogni educativi speciali. Ricordo inoltre che abbiamo avviato la riforma della formazione professionale, stiamo ultimando il disegno di legge sullo sviluppo professionale del personale docente della scuola a carattere statale e insegnante della formazione professionale, stiamo approntando diverse azioni legate al benessere nella scuola, non ultima con l’ordine degli psicologi al fine di avviare una sperimentazione per un nuovo modello di assistenza nelle scuole. È in fase di revisione anche il nuovo Piano digitale provinciale, così come sto ultimando le analisi sulle risultanze del tavolo tecnico sul plurilinguismo. Logica conseguenza è che tutte queste azioni debbano poi trovare un’organica sistematizzazione all’interno della nostra legge quadro sulla scuola».
Immagina un processo partecipato per questa riforma?
«Nel 2026 è mia intenzione avviare gli Stati generali della Scuola, e voglio allargare il più possibile la raccolta di riflessioni, stimoli e sensibilità affinché la nuova legge sulla Scuola sia patrimonio di tutti. Per questo è mia intenzione, oltre ad incontrare ovviamente gli organismi rappresentativi della scuola e le rappresentanze sindacali, andare sui territori, confrontarmi anche con le amministrazioni e con le realtà che collaborano con il mondo della Scuola erogando servizi. Sarà peraltro mia premura avviare un confronto con i consiglieri provinciali sia di maggioranza che di minoranza, coinvolgendone direttamente una ristretta rappresentanza. Serve una legge più organica, più attuale, più coerente con l’evoluzione del sistema educativo degli ultimi vent’anni. Sarà un lavoro lungo che occuperà la restante parte della legislatura. Auspico, ma non ho motivi per dubitarne, che da parte di tutti ci sia la volontà di collaborare, così come c’è massima apertura da parte mia».
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