Alto Garda

domenica 4 Gennaio, 2026

La fiamma olimpica di Milano-Cortina sul Garda: viaggio nautico del tedoforo dai lidi arcensi

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La tappa 42 sarà simbolica: il 18 gennaio con una pilotina raggiungerà il punto segnato da una boa, lì dove si congiungono le acque di Lombardia, Veneto e Trentino

Partirà dai lidi arcensi del Circolo Vela Arco e per mezzo di una pilotina di proprietà o del sodalizio velico arcense o del Consorzio per lo sviluppo della vela sul Garda Trentino il tedoforo con la fiamma olimpica dei XXV Giochi Olimpici Invernali Milano – Cortina 2026. Un viaggio sulle acque gardesane altamente simbolico perché il mezzo nautico raggiungerà un preciso punto che verrà segnato con un’apposita boa e che identifica l’esatta coordinata geografica in cui le acque della Lombardia, quelle del Veneto e quelle del Trentino si congiungono.
Sarà un evento simbolico, probabilmente il più importante di tutto il «Viaggio della Fiamma Olimpica» perché suggella geograficamente la sinergia tra i tre enti che saranno protagonisti con le varie arene sportive di questa Olimpiade invernale: Lombardia, Venero e la Provincia autonoma di Trento. Sull’appuntamento in questione, previsto per il prossimo 18 gennaio, vige il massimo riserbo, ma qualche notizia è già trapelata. A partire dal percorso che per quella che sarà la Tappa 42 del Viaggio della fiamma olimpica partirà da Castiglione delle Stiviere quindi Desenzano per poi risalire verso Nord lungo la gardesana occidentale, raggiungere Limone e quindi Riva del Garda. Qui attraverserà il centro con passaggio anche all’interno della Rocca e poi seguendo il lungolago raggiungere il Circolo Vela Arco. Da qui il tedoforo uscirà in pilotina fino alla boa interregionale per una breve cerimonia di rito e quindi ritorno a Torbole dove ripartirà nel suo viaggio su strada fino a Rovereto per raggiungere la Campana dei Caduti. Infine ritornerà verso sud, in Veneto a Peschiera del Garda, per raggiungere Sant’Ambrogio di Valpolicella e quindi la città dell’amore, Verona.
Il viaggio nautico del tedoforo, come detto, sarà uno dei momenti più importanti proprio per il valore simbolico della sinergia interregionale che il Garda fa suo da diverso tempo, per non dire da sempre e che recentemente (si veda il T del 28 dicembre 2025) si è esplicata in un vivace dibattito sulla necessità di ottenere come “regione lago” un’autonomia differenziata dei Comuni del lago di Garda. Idea suggerita dal vicepresidente della Comunità del Garda Filippo Gavazzoni e reputata interessante dal sindaco di Nago Torbole e membro dell’esecutivo della Comunità del Garda, Gianni Morandi. Per il primo cittadino trentino «va individuata una governance speciale, snella, condivisa e davvero operativa. Possiamo lavorare su uno strumento diverso, un regime coordinato di deleghe, intese e competenze condivise, dove i Comuni diventano la cabina di regia operativa e le Regioni/Provincia mantengono il ruolo legislativo, ma con una cornice comune, uniforme e pensata per il territorio gardesano»