Parla il linguaggio della pace e dei valori dell’Europa unita la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2025/26 dell’Università di Trento, che si è tenuta oggi insieme all’intitolazione della Biblioteca universitaria centrale ad Alcide De Gasperi, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Cuore della giornata è stato l’omaggio allo statista trentino, tra i padri fondatori dell’Unione europea e protagonista dell’autonomia trentina. La sua figura è stata celebrata nelle parole del rettore Flavio Deflorian durante lo svelamento della targa alla Buc e, successivamente, all’Itas Forum con la prolusione di Giuseppe Tognon, professore emerito di Storia dell’educazione all’Università Lumsa di Roma, dedicata allo «spirito costituente» degasperiano.
L’intitolazione della Buc ad Alcide De Gasperi
La mattinata si è aperta nel quartiere Le Albere con l’arrivo del Capo dello Stato, accolto dalla commissaria del Governo Isabella Fusiello, dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti, dal sindaco Franco Ianeselli e dal rettore Deflorian. Mattarella nel suo discorso ha citato, oltre a Degasperi, anche Bruno Kessler, sottolineando come «le loro intuizioni durano ancora dopo decenni». «Sono lieto – ha aggiunto – di essere presente a questo evento in una biblioteca, un luogo di libertà».
La cerimonia di intitolazione della Biblioteca universitaria centrale ad Alcide De Gasperi è stata accompagnata dall’esecuzione degli inni nazionale ed europeo a cura dell’Orchestra e della Corale polifonica di UniTrento. In un momento raccolto, il rettore ha scoperto la targa dedicata allo statista, che riporta una sua celebre citazione: «Noi vogliamo veramente la pace e, mentre diciamo di volerla, lavoriamo per unire l’Europa».
«De Gasperi — ha affermato Deflorian — è una figura di riferimento culturale: per la profondità del suo pensiero, l’impegno per la conoscenza e il valore universale della sua azione politica». Il rettore ha ricordato anche il legame dello statista con il mondo dei libri, richiamando l’esperienza alla Biblioteca apostolica vaticana e sottolineando la missione della Buc come «presidio di libertà, luogo di crescita intellettuale ed esercizio del pensiero critico».
Deflorian ha quindi espresso l’auspicio che l’intitolazione diventi «una memoria viva, capace di ispirarci ogni giorno» e ha ribadito che la comunità universitaria ha «il dovere della speranza e di lavorare per la pace», un obiettivo che «non è mai una conquista definitiva, ottenuta una volta per tutte», ma un «impegno costante» che conferma l’attualità della lezione degasperiana.
L’inaugurazione del 64esimo anno accademico
Le celebrazioni sono proseguite all’Itas Forum con l’ingresso del corteo accademico sulle note del Gaudeamus igitur. Con un videomessaggio della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola si è aperta ufficialmente la cerimonia del 64esimo anno accademico dalla fondazione dell’Ateneo.
«L’Unione europea è un progetto condiviso, sempre in divenire», ha ricordato Metsola. «Alcide De Gasperi fu in grado di vedere oltre l’orizzonte storico e quindi di immaginare un’Europa unita, un mondo dove la diversità potesse rappresentare la forza di un grande progetto comune».
Nel suo intervento, Deflorian ha tracciato il bilancio dell’ultimo anno, definendolo «una storia fatta di risultati solidi e di traguardi di rilievo». Tra questi, i 49 grant Erc ottenuti dal 2007, di cui tre negli ultimi mesi, i finanziamenti del Fondo italiano per la scienza, il primato per il terzo anno consecutivo nella classifica Censis dei medi atenei statali e la nascita dell’Azienda sanitaria universitaria integrata.
Quest’ultima rappresenta «più di un traguardo organizzativo, una sfida per i prossimi anni», con l’obiettivo di arrivare a «una reale osmosi tra l’Università e chi lavora negli ospedali». Il rettore ha inoltre ricordato che nel 2026 si laureeranno i primi studenti e studentesse in Medicina e Chirurgia dell’Università di Trento.
Tra le priorità strategiche, il piano edilizio, reso possibile dal finanziamento provinciale, e il processo di fusione tra il Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive e il Centro interdipartimentale mente-cervello.
Lo «spirito costituente» e l’eredità degasperiana
Cardine della cerimonia è stata la prolusione di Giuseppe Tognon, che ha approfondito il concetto di «spirito costituente». «Mentre i partiti scrivevano una ordinata costituzione democratica, De Gasperi preparava il terreno affinché essa diventasse una “costituente vivente”», ha spiegato. Per lo statista trentino, ha aggiunto, «lo spirito costituente, con il carico dei suoi valori di libertà e di giustizia, veniva prima di ogni Costituzione, ne rappresentava la premessa e insieme il fine».
Nel corso della cerimonia sono intervenuti anche il presidente del Consiglio di amministrazione Franco Bernabè, che ha richiamato il tema delle opportunità per i giovani, e i rappresentanti della comunità universitaria.
Il presidente del Consiglio studentesco Lorenzo Filippo Pastore ha invitato a non cedere alla semplificazione: «In un contesto così difficile è semplice lasciarsi andare a slogan rassicuranti. Quello che invece ci insegna quotidianamente l’università è di non fuggire dinanzi alla complessità ma di affrontarla senza timore», richiamando l’esempio dei costituenti e di De Gasperi.
Helga Franzoi, presidente della Consulta del personale tecnico amministrativo, ha sottolineato il ruolo del personale come parte integrante della missione accademica e ha ricordato che «è attraverso la conoscenza e l’innovazione che possiamo affrontare le sfide globali e garantire un avvenire migliore per le generazioni future».
La giornata si è conclusa con l’annuncio dei Research quality award 2025, assegnati ad Alessandro Carlotto per la categoria early career, a Davide Bigoni per la categoria mid/late career e a Mirella Collini per l’open prize.