I numeri
giovedì 5 Febbraio, 2026
Infortuni sul lavoro in calo in Trentino, ma raddoppiano le denunce per tumori legati alla professione
di Francesco Terreri
Intanto la regione passa in "zona gialla" per sicurezza, mentre l'adesione agli screening oncologici tocca l'80%
Gli infortuni sul lavoro in Trentino sono in calo: l’anno scorso se ne registrano 8.958, il 3,9% in meno del 2024, con 7 incidenti mortali contro i 13 dell’anno precedente. Non è così invece per le malattie professionali. Nel 2025 le denunce di malattie per cause di lavoro sono balzate del 27% a 429. I dati sono stati resi noti ieri dall’Inail. L’aumento riguarda tutti i settori: nell’industria e servizi si passa da 181 a 245 malati, nell’agricoltura da 156 a 184. Sono 362 i casi che riguardano persone trentine e italiane, 23 quelli che coinvolgono lavoratori dell’Unione Europea, 44 i casi di malattie professionali di extracomunitari. Tra le tipologie, continuano a prevalere le malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo, che registrano un incremento del 16% a 304 casi. Ma aumenti importanti sono anche quelli delle malattie del sistema nervoso, salite da 38 a 60, e delle malattie dell’orecchio e dell’apofisi mastoide, da 13 a 23. Un vero e proprio raddoppio emerge poi nei casi di tumore: numeri piccoli, certo, ma balzati dai 6 del 2023 agli 8 del 2024 a 17 l’anno scorso.
Regione in zona gialla Nel 2025 in tutta Italia le vittime sul lavoro, considerando sia quelle in occasione di lavoro che quelle in itinere, sono 1.093, sostanzialmente stabili rispetto alle 1.090 del 2024. Lo spiega l’Osservatorio sicurezza sul lavoro e ambiente di Vega Engineering sulla base dei dati Inail. Se si vanno a vedere i numeri delle vittime per regione, la Lombardia risulta essere la regione con il maggior numero di morti in occasione di lavoro (164), seguita da Veneto (111) e Campania (101). Il Trentino Alto Adige registra 21 vittime, 14 a Bolzano e 7 a Trento, contro le 30 del 2024, di cui 17 in Alto Adige e 13 in Trentino. Nella mappa dell’Osservatorio che classifica le regioni in base all’incidenza degli infortuni mortali, questa volta la nostra regione non è in zona rossa come negli anni precedenti. Il Trentino Alto Adige finisce in zona gialla, dove l’incidenza è tra 0,75 e 1 volta quella nazionale.
Lotta contro il cancro Ieri era la Giornata mondiale per la lotta contro il cancro. Il quadro epidemiologico, fornito dal Registro Tumori di Popolazione Trentino, vede in media 3.470 nuovi casi di tumore all’anno, per il 53% negli uomini e per il 47% nelle donne. Negli ultimi anni il tumore maschile più frequente, che corrisponde al 23,7% dei casi di tumori maschili, è quello alla prostata, con una media di 436 nuovi casi all’anno. Seguono il tumore al polmone, con 196 nuovi casi annui (10,7% dei tumori maschili), il tumore alla vescica con 179 casi annui (9,7%) e quello al colon-retto con 174 casi all’anno in media (9,5%).
Nelle donne continua a prevalere il tumore alla mammella, con 489 nuovi casi, pari al 30% di tutti i tumori nelle donne, seguono il tumore del colon-retto con 139 nuovi casi (8,6% dei tumori femminili), il tumore del polmone con 108 nuovi casi (6,6%) e i melanomi della pelle 102 casi (6,2%). Nel periodo 2007-2021 i dati del Registro provinciale mostrano una riduzione progressiva del numero di nuovi casi e del tasso di mortalità. L’Asuit sottolinea che i dati più recenti certificati a livello ministeriale, riferiti al 2024, confermano una risposta significativa ai programmi di screening. Nella fascia femminile interessata dallo screening mammografico, l’adesione supera l’80%, un valore nettamente più alto della media nazionale.
Molto positiva anche la partecipazione ai controlli per la prevenzione del tumore della cervice uterina, oltre il 60%, mentre per lo screening colorettale, rivolto a donne e uomini tra i 50 e i 69 anni, circa una persona su due risponde all’invito, un dato superiore al quadro complessivo italiano. E in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, l’Associazione trentina della Lilt, la Lega contro i tumori, ricorda le iniziative di sostegno a chi è ammalato e a chi gli sta accanto, dall’attività fisica riabilitativa alla consulenza con nutrizionista, al dono di parrucche e copricapo e aiuto nella gestione dei capelli.
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