Il caso

martedì 27 Gennaio, 2026

Indennità di ferie non pagate, Trenitalia condannata a pagare 147mila euro a nove lavoratori

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Macchinisti e capitreno avevano presentato ricorso contro la società per il riconoscimento della retribuzione ordinaria. Pinna (Filt Cgil): «Sentenza significativa»

Trenitalia sarà costretta a risarcire a nove dipendenti, tra macchinisti e capitreno, una somma totale di 147mila e 884 euro per il mancato pagamento delle indennità di ferie dal 2017 al 2023.

È questa la decisione del Tribunale di Lavoro di Trento in merito al  ricorso che gli addetti avevano presentato seguiti dalla Filt Cgil del Trentino contro il datore di lavoro: «Nello specifico è stato riconosciuto il diritto di questi addetti al conteggio della retribuzione spettante per i giorni di ferie delle indennità di utilizzazione professionale fino ad oggi pagata forfettariamente nelle misure di 4,50 euro per i capotreno e di 12,80 euro per i macchinisti e dell’indennità di assenza dalla residenza, fino ad oggi esclusa dal computo della retribuzione durante i periodi di ferie – si legge nella nota del sindacato – Il Giudice del lavoro, sulla base di quanto previsto dalla Direttiva Europea n.2003/88 su alcuni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, nonché sulla base di alcuni importanti decisioni della Corte di Cassazione, ha stabilito che ognuno dei due emolumenti rientra nella retribuzione ordinaria, che i lavoratori hanno diritto di percepire durante i periodi di ferie annuali previsti dalla direttiva stessa».

Soddisfatta per la decisione del giudice la Filt Cgil «E’ la prima sentenza di questo tipo sul nostro territorio – spiega il segretario Franco Pinna – Prezioso è stato il lavoro del nostro ufficio vertenze. E’ significativo non solo che sia stato riconosciuto il diritto a ricevere le indennità anche nei giorni di ferie, ma soprattutto il principio in base al quale il loro mancato riconoscimento e il conseguente danno retributivo potrebbe limitare il godimento delle ferie da parte delle lavoratrici e dei lavoratori che proprio per non perdere parte dello stipendio piuttosto rinunciano alle ferie. Auspichiamo adesso che questo principio possa trovare chiara applicazione anche nella parte normativa del contratto come già avviene per il trasporto pubblico locale».