La relazione
venerdì 20 Febbraio, 2026
«Imparzialità assoluta su orsi e lupi, trasparenza sulle opere». La presidente del Tar inaugura l’anno giudiziario
di Redazione
Alessandra Farina apre il 2026 riepilogando le partite aperte: «Decisioni anche impopolari, ma solo nel rispetto della legge. L'unico faro è la legalità»
«Esercitare la giurisdizione è un compito delicato, che interviene, ogni qual volta richiesto, per dare una risposta di giustizia e finisce per incidere su interessi pubblici e privati». Con queste parole, la Presidente del Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento Alessandra Farina ha aperto la relazione per l’anno giudiziario 2026, definendo il ruolo del magistrato come un baluardo di imparzialità rispetto alle pressioni esterne. In un’epoca segnata da dibattiti accesi, Farina ha ribadito che il giudice deve restare «impermeabile rispetto a sensibilità soggettive, ideologie o situazioni emotive, anche di origine sociale, contingenti». La presidente del Tar di Trento ha quindi tracciato con chiarezza la rotta: imparzialità assoluta su lupi e orsi, trasparenza negli appalti pubblici e applicazione coerente del principio di risultato nelle opere strategiche come il Nuovo ospedale del Trentino e i progetti legati al Pnrr.
Lupi e orsi tra sicurezza e tutela
Uno dei passaggi più attesi ha riguardato la gestione della fauna selvatica in Trentino, tema che colloca la Provincia autonoma al centro di un delicato equilibrio tra tutela delle specie protette e sicurezza pubblica. La Presidente ha ricostruito con precisione le basi giuridiche che consentono deroghe ai divieti di abbattimento, richiamando la giurisprudenza consolidata nel corso del 2025.
Per quanto riguarda i lupi, la relazione richiama l’applicazione della Direttiva Habitat, che consente il prelievo di esemplari solo in assenza di alternative valide e purché non venga compromesso lo stato di conservazione della specie.
Sul fronte degli orsi, Farina ha citato la sentenza 46 del 2025, definendo manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale relativa alla legge provinciale n. 9 del 2018. La Presidente ha sottolineato che tale norma «si limita a indicare il numero massimo di esemplari che possono essere abbattuti ma non fissa un numero minimo».
Di conseguenza, ogni provvedimento di rimozione deve essere motivato «caso per caso». Farina ha chiarito che applicare la legge in questo ambito può apparire «impopolare», ma rappresenta l’unico modo per garantire una «risposta di giustizia» non condizionata dal clima mediatico o dalle pressioni politiche. «Dare una risposta di giustizia – ha detto – non è amministrare, ma è fornire in primo luogo a coloro che gestiscono la cosa pubblica le regole corrette del proprio agire».
Nuovo Ospedale del Trentino
Se l’ambiente accende il dibattito pubblico, la gestione delle grandi opere e degli appalti finanziati dal Pnrr rappresenta il motore economico e amministrativo della provincia.
Ampio spazio è stato dedicato alla centralità del «principio di risultato», introdotto dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici. Questo principio, ha spiegato la Presidente, «impone una riflessione profonda sul modo in cui l’efficacia dell’agire pubblico si coniuga con i principi di proporzionalità e trasparenza».
In relazione a infrastrutture strategiche come il Nuovo Ospedale del Trentino e ai progetti connessi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la magistratura amministrativa è chiamata a garantire tempestività delle procedure senza sacrificare la correttezza della gara.
«L’applicazione del principio del risultato deve consentire di dare priorità agli obiettivi pubblici, come la tempestività della procedura di gara, tuttavia, non può porsi a discapito del principio di par condicio competitorum».
Il Tribunale ha monitorato con attenzione la qualità delle stazioni appaltanti, ribadendo che il rispetto delle regole è la precondizione per evitare che le opere pubbliche restino ostaggio di contenziosi infiniti. Il compito del giudice, ha rimarcato Farina, non è rallentare i processi decisionali, ma garantire che ogni euro pubblico venga speso entro un perimetro di legalità certificata.
Intelligenza Artificiale e giustizia amministrativa
Tra i passaggi più innovativi della relazione 2026 va segnalato l’ingresso dell’Intelligenza Artificiale nella giustizia amministrativa.
Se da un lato il TRGA ha ricevuto riconoscimenti per il percorso di digitalizzazione, dall’altro la presidente ha lanciato un monito sull’uso “incontrollato” dell’AI negli atti difensivi. Ha citato casi in cui l’intelligenza artificiale ha generato «citazioni di sentenze inesistenti», definendo tale prassi una violazione dei doveri di «lealtà e probità».
Farina ha inoltre espresso preoccupazione per l’anonimizzazione automatica delle sentenze tramite algoritmi, che rischia di rendere le decisioni meno comprensibili. «È indispensabile che il processo di anonimizzazione non si traduca in una mera operazione tecnica, meramente automatica, ma conservi sempre un margine di valutazione in capo all’operatore».
La trasparenza, ha concluso, resta un valore democratico non delegabile a un software.
«Un tribunale al servizio del cittadino»
In chiusura, Alessandra Farina ha rivolto un appello alle istituzioni affinché venga risolta la carenza di organico e le difficoltà legate alla componente laica del Tribunale, per evitare una «inaccettabile paralisi della funzione giurisdizionale».
Nonostante le criticità, il bilancio dell’anno è positivo, con una «costante assenza di arretrato» e una risposta tempestiva alle istanze della collettività.
La relazione si chiude con una garanzia netta: ogni decisione continuerà a fondarsi esclusivamente sul «rispetto della legge, attraverso la sua interpretazione, con perizia ed onestà intellettuale».
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