Rifiuti

domenica 1 Marzo, 2026

Gas serra, l’inceneritore emetterà 75mila tonnellate di CO2. L’impianto «fuma» come 16mila auto in un anno

La stima nella relazione tecnica della Provincia
Dal camino dell’inceneritore di Ischia Podetti (Trento) usciranno ogni anno 75mila tonnellate di anidride carbonica (CO2), fra i gas serra che contribuiscono maggiormente ai cambiamenti climatici. La stima è contenuta nella relazione tecnica della Provincia.
L’Agenzia per la protezione dell’ambiente (Epa) degli Stati Uniti mette a disposizione una calcolatrice delle equivalenze dei gas serra, che permette di convertire i dati in termini concreti. Secondo questo portale online, 75mila tonnellate di CO2 corrispondono alle emissioni prodotte da 16mila veicoli in un anno (considerando una percorrenza media da parte di auto e camion di 17mila chilometri annui). L’inceneritore, dunque, «fumerà» quanto 16mila veicoli. Questo significa che il futuro impianto da 100mila tonnellate di rifiuti all’anno emetterà più gas climalteranti rispetto ad oggi? Non lo sappiamo. Per poter fare una comparazione bisognerebbe conoscere il quantitativo di CO2 prodotto dai camion che oggi trasportano l’immondizia negli inceneritori di Brescia, Bergamo e Bolzano. Oggi, infatti, visto che le discariche sono esaurite, la Provincia è costretta a esportare il rifiuto residuo (costo 13 milioni l’anno). Quello che sappiamo è che l’inceneritore di Bolzano (che brucia 130mila tonnellate di rifiuti) emette circa 120mila tonnellate di CO2 all’anno, ma riesce a recuperarne 30mila tramite il teleriscaldamento. La relazione della Provincia valuta anche la possibile estensione della «carbon tax» agli inceneritori, un’imposta ambientale che mira a internalizzare i costi delle emissioni di gas serra. «Pur non essendo ancora in vigore in modo esplicito, la misura rientra nelle politiche dell’Ue e nazionali di decarbonizzazione», si legge nella relazione. È molto probabile, dunque, che nel 2033 – quando dovrebbe entrare in funzione l’inceneritore a Ischia Podetti – si debba tener conto anche di questa tassa. Per questo motivo è stato ipotizzato uno scenario che prevede un’imposta di 50 euro a tonnellata di CO2, per un onere annuo di 3,7 milioni.
L’impianto sarà realizzato dalla Provincia, che sborserà circa 200 milioni: 9,2 milioni come contributo a fondo perduto, 50 milioni come prestito senza interessi e gli altri 140 milioni tramite due finanziamenti richiesti a Cdp e Bei. La società che gestirà l’inceneritore sarà pubblica e pagherà un canone di 10 milioni all’anno alla Provincia.