Maltempo
lunedì 1 Aprile, 2024
Forti piogge, esonda a Storo il rio Lebrac e chiude la statale del Caffaro: traffico in tilt
di Stefano Marini
Il sindaco di Storo Nicola Zontini: «La prima cosa da dire è che tutto sommato la bretella di contenimento realizzata anni fa sul Lebrac ha tenuto e che i danni sono stati tutto sommato contenuti»
Pasquetta di passione per turisti e abitanti della Valle del Chiese. La Strada Statale 237 del Caffaro è andata in tilt stamattina all’altezza di Storo, quando il rio Lebrac è esondato invadendo la statale ed allagando le cantine di alcune abitazioni. Gravi disagi al traffico sono la logica conseguenza dell’evento, con le auto provenienti sia da Trento che da Brescia deviate sulla campagna comunale storese per superare lo sbarramento della statale.
Le forti piogge abbattutesi sul nord Italia nella notte tra Pasqua e Pasquetta non hanno risparmiato la Valle del Chiese. A Storo, il rio Lebrac, corso d’acqua a volte riottoso, si è ingrossato fino a tracimare dagli argini portando acqua e detriti direttamente sulla statale all’altezza della località “Vil”. Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco volontari di Storo e le forze della polizia locale della Valle del Chiese, di seguito coadiuvate dai colleghi della polizia locale delle Giudicarie, seguite a stretto giro dagli uomini del Servizio Bacini montani della Provincia. Ben presto sono stati attivati anche i mezzi di alcune ditte di scavi locali, le quali stanno aiutando nelle opere di sgombero dei detriti e di contenimento dell’esondazione.
«La prima cosa da dire – dice il sindaco di Storo Nicola Zontini – è che tutto sommato la bretella di contenimento realizzata anni fa sul Lebrac ha tenuto e che i danni sono stati tutto sommato contenuti. Si sono allagate le cantine del Bar Ristorante “Barambana” mentre i danni alle abitazioni presenti in zona risultano gestibili. Un ringraziamento a tutti i volontari e al personale intervenuto per mettere in sicurezza la statale. Nel pomeriggio effettueremo un sopralluogo in elicottero col geologo provinciale per verificare eventuali situazioni di criticità in altura e definire l’entità degli interventi che si renderanno necessari per ripristinare la piena sicurezza dell’area».
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