Il bilancio

giovedì 1 Gennaio, 2026

Enea saluta il 2025 e Carlotta è la prima nata a Trento. Ma i parti in Trentino continuano a calare: lo scorso anno sono stati 3.527

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Dall’ospedale Santa Chiara di Trento agli altri punti nascita provinciali, il 2025 si chiude con 3.527 parti: dati in linea con l’anno precedente, ma il calo demografico di fondo non si arresta
Neonato

Enea e Carlotta sono l’ultimo e la prima nata del Trentino, entrambi venuti alla luce all’ospedale Santa Chiara di Trento. Enea è nato il 31 dicembre alle 22.34, con un peso di 2.990 grammi; la sua famiglia risiede a Bleggio Superiore. Carlotta, prima nata del 2026, è arrivata alle 1.36 del mattino, pesa 3.010 grammi e la famiglia abita a Trento.

A Rovereto, l’ultimo nato del 2025 è Elia, venuto al mondo il 31 dicembre alle 21.32. La prima nata del nuovo anno è invece Celeste, che ha visto la luce alle 3.28, pesa 3.640 grammi e la famiglia risiede a Mori.

A Cavalese, l’ultima nascita dell’anno è stata il 22 dicembre alle 22.49: si tratta di Pietro, un maschietto di Castello Molina di Fiemme. Il primo nato del 2026 è invece Samuel, nato alle 5.12, con famiglia residente a Ville di Fiemme.

A Cles, l’ultima nascita del 2025 è avvenuta il 31 dicembre alle 13.34: il bambino si chiama Ludovico, pesava 3.000 grammi alla nascita e la famiglia risiede a Pinzolo.


«Nel corso del 2025, il numero di parti registrati nei quattro punti nascita della provincia di Trento è stato di 3.527, con un totale di 3.568 neonati – afferma Fabrizio Taddei, direttore del Dipartimento transmurale ostetrico-ginecologico –. I dati sono pressoché sovrapponibili a quelli del 2024, con una lieve diminuzione di due soli parti e di otto nati. Questo evidenzia una sostanziale stabilità della natalità negli ospedali del Trentino, in atto dal 2023».

«Anche quest’anno si è registrato un lieve incremento dei parti all’ospedale Santa Chiara di Trento – prosegue Taddei –. A fronte di un numero complessivo stabile, si osserva però una diversa distribuzione tra i quattro ospedali, legata alle scelte individuali delle donne rispetto al luogo del parto, con una continua tendenza alla centralizzazione su Trento».


«Un aspetto particolarmente positivo – sottolinea ancora Taddei – riguarda il tasso di tagli cesarei, che in tutti gli ospedali del Trentino risulta migliore rispetto alla media nazionale». In particolare, negli ospedali che accolgono gravidanze con fattori di rischio, i dati sono: Trento 20,4% e Rovereto 17,5%, valori stabili nel tempo e nettamente inferiori alla media nazionale per le strutture di secondo livello.

Il tasso di tagli cesarei è stato del 19,6% a Cles e del 14,9% a Cavalese.

«Molto elevata e in costante crescita anche l’adesione al Percorso nascita – aggiunge Taddei – che si è attestata al 93% delle donne in gravidanza, come nel 2024. Un dato che colloca la Provincia di Trento al primo posto in Italia per la partecipazione a questo programma di assistenza».


In conclusione, Fabrizio Taddei, insieme al direttore generale di Apss Antonio Ferro, ha espresso un ringraziamento: «Vogliamo ringraziare tutto il personale dei punti nascita del Dipartimento ostetrico-ginecologico, che con professionalità, dedizione e impegno ha garantito anche quest’anno buoni risultati nell’assistenza a mamme e bambini. Un ringraziamento va anche al personale del Percorso nascita, il cui lavoro ha assicurato una piena integrazione tra ospedale e territorio e una continuità assistenziale efficace durante la gravidanza e dopo il parto».