Cronaca
sabato 21 Febbraio, 2026
È morto il piccolo Domenico, aveva ricevuto un cuore danneggiato. Lo strazio della mamma: «Ora verità»
di Redazione
Il decesso questa mattina dopo le 9, a Napoli. Intanto le due inchieste proseguono
Si è spento questa mattina, sabato 21 febbraio 2026, il piccolo Domenico, il bambino di 15 mesi che lo scorso 23 dicembre era stato sottoposto a un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli. Un intervento che avrebbe dovuto salvarlo e che invece è diventato l’inizio di un calvario: l’organo ricevuto, infatti, era già danneggiato.
Le condizioni del piccolo sono precipitate nelle ultime 24 ore. Dopo che il 18 febbraio l’Heart Team del Monaldi aveva stabilito che l’organismo di Domenico non avrebbe retto a un secondo trapianto, i medici, in accordo con la famiglia, avevano avviato le cure palliative. «Il bambino non soffre, è sedato», aveva spiegato Antonio Corcione, direttore dell’Area critica, garantendo un fine vita dignitoso. La nota ufficiale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli ha confermato il decesso avvenuto per un «improvviso e irreversibile peggioramento».
Le due inchieste: Napoli e Bolzano
Sulla vicenda pesano ora due diverse inchieste giudiziarie che dovranno fare luce su un errore sanitario senza precedenti.
L’inchiesta di Napoli: La Procura partenopea indaga per omicidio colposo e punta a verificare la gestione clinica all’interno del Monaldi. Sotto la lente degli inquirenti ci sono le procedure seguite dall’equipe chirurgica e le decisioni prese subito dopo aver constatato che il cuore trapiantato non funzionava correttamente.
L’inchiesta di Bolzano: La magistratura altoatesina ha aperto un fascicolo parallelo poiché il cuore danneggiato proveniva proprio dall’ospedale di Bolzano. Gli investigatori vogliono ricostruire la catena di controllo: bisogna capire perché l’organo sia stato dichiarato idoneo al prelievo e chi, tra i medici coinvolti nella certificazione della compatibilità, abbia omesso di segnalare i danni strutturali del muscolo cardiaco.
Il trapianto a Bergamo e il dolore della famiglia
Mentre Domenico lottava per la vita, un altro cuore reso disponibile nei giorni scorsi è stato trasferito all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove è stato trapiantato con successo su un altro bimbo compatibile.
La madre di Domenico, che non ha mai smesso di chiedere verità, ha affidato il suo strazio a parole durissime: «Ti ho promesso che avrei lottato per te, e ora lotterò perché la verità venga a galla». La donna chiede che venga fatta giustizia per un errore che ha trasformato una speranza di vita in una tragedia: «Voglio sapere perché il tuo cuore si è fermato».
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