Trento

venerdì 15 Maggio, 2026

È finito il restauro del Crocefisso nel capitello a Ravina: la scultura lignea torna al suo antico splendore

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Completato l’intervento della Soprintendenza provinciale: recuperati gli intonaci originari e la cromia settecentesca dell'opera

È stata ricollocata ieri la scultura lignea del Crocifisso all’interno del “Capitello del Crocefisso” di Ravina. Si conclude così l’intervento di manutenzione straordinaria avviato nell’ottobre 2024 e coordinato dalla Soprintendenza per i beni culturali della Provincia. L’edicola, cara alla comunità locale, conserva una memoria devozionale antica ed è oggi di proprietà dell’amministrazione provinciale.

L’operazione è nata anche grazie alla sensibilità di un cittadino residente, che ha segnalato la necessità di intervenire. I lavori di restauro hanno riguardato diversi aspetti:

Ripristino degli intonaci: sono stati rinnovati i tinteggi interni ed esterni dell’edificio.

Rifacimento della copertura: l’intervento ha garantito un nuovo isolamento e decoro alla struttura.

Scoperte pittoriche: le operazioni di scoprimento hanno rivelato una ricchezza cromatica dimenticata e uno sfondato pittorico che raffigura il fondale della Crocifissione.

Il restauro della scultura lignea

L’opera, situata in via Filari Longi, presentava gravi problemi conservativi. La sovrapposizione di numerosi strati pittorici ne rendeva difficile la lettura, nascondendo un pregevole modellato scultoreo databile tra il XVIII e il XIX secolo.

La statua raffigura il Cristo dolente, caratterizzato dalla testa reclinata, palpebre abbassate e un perizoma bianco intagliato stretto da una corda. Essendo collocata in un luogo aperto, la scultura ha sofferto negli anni per le variazioni di temperatura e umidità, che avevano causato crettature e lacune nel supporto ligneo.

L’intervento conservativo si è concentrato sulla rimozione delle ridipinture degradate. Attraverso l’asportazione dei vari strati accumulati nel tempo, è stato possibile recuperare la patetica bellezza originale dell’opera, restituendo un pezzo di storia e fede alla comunità di Ravina.