spettacoli
mercoledì 4 Ottobre, 2023
Domani al Teatro Sociale torna «Romanzo d’infanzia», lo spettacolo sul disagio infantile e gli affetti negati
di Redazione
Adatto anche a bambini a partire dai 6 anni in su, è da sempre ritenuta «l'esibizione per tutti coloro che non possono fare a meno dell’amore»
Viene presentato da sempre come «lo spettacolo dedicato a tutti coloro che non possono fare a meno dell’amore», un lavoro «che commuove gli adulti e fa ridere i bambini».
È Romanzo d’infanzia, lo spettacolo cult della Compagnia Abbondanza/Bertoni, in scena da 20 anni, acclamato in Italia e all’estero, con oltre 600 rappresentazioni e riconosciuto con il premio ETI/STREGAGATTO 1997/98.
Romanzo d’infanzia tornerà a Trento domani 5 ottobre alle ore 21 al Teatro Sociale, per la prima volta sovratitolato in inglese, in occasione dell’evento Cultural Education for tomorrow, un convegno internazionale promosso dall’Ambasciata, dal Consolato dei Paesi Bassi in Italia e dal Fondo per la Partecipazione Culturale olandese e organizzato da BAM! Strategie Culturali in partnership con il Centro Servizi Culturali Santa Chiara sui temi dell’educazione e della partecipazione culturale nelle scuole.
Scritto da Bruno Stori, per la coreografia di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni – che ne sono anche interpreti – e regia e drammaturgia di Letizia Quintavalla, Romanzo d’infanzia è uno spettacolo adatto a tutti e tutte, dai 6 anni in su. In questo lavoro il linguaggio del teatro-danza si propone in una formula più narrativa e immediata, che lo rende adatto anche ai più piccoli. Con preziosa leggerezza lo spettacolo parla del disagio infantile all’interno dei rapporti affettivi primari, della violenza fisica e psicologica che l’infanzia subisce a casa o nelle istituzioni, del delitto di non ascoltare i propri figli, di colpe senza colpevoli. In scena Abbondanza e Bertoni si alternano tra essere genitori e figli e fratelli, alternando il subire e il ribellarsi e fuggire e difendere e proteggersi e scappare e tornare e farsi rapire per sempre senza ritorni. Insomma vivere.
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