L'agenda
venerdì 20 Febbraio, 2026
Dall’ironia di Elio al tornado Nina Zilli: un weekend tra musica e teatro in Trentino-Alto Adige
di Jessica Pellegrino
Da Trento a Bolzano, il fine settimana offre grandi omaggi a De André e Jannacci, monologhi storici con Andrea Pennacchi e spettacoli per famiglie
Questo finesettimana si gioca e si ride a ritmo di musica grazie alla stagione AudiPop. Sul palco del Teatro Auditorium di Trento infatti, sabato alle 20.30, sono pronti a salire Elio e la sua band con «Quando un musicista ride». Largo qui alla riscoperta del repertorio ironico e surreale degli anni ’60: da Fo a Gaber, Jannacci, Cochi e Renato. Un omaggio agli artisti eccentrici che hanno reinventato la canzone tra cabaret e teatro.
Ed è ancora la musica, questa volta però classica, a fare da leitmotiv anche il venerdì. Al Palafiemme di Cavalese è attesa, dalle 20:45, Nina Zilli: un tornado, un vulcano, un’innamorata della musica. Accompagnata dalla sua band, la cantautrice porta sul palco un live energico e coinvolgente, attraversando il meglio del suo repertorio tra soul, pop e reggae. La Sala Filarmonica di Rovereto ospita, alle 20:30, «Sfumature di due mondi: tra Francia e Russia». Ad eseguire i brani di alcuni tra i più grandi autori francesi tra Otto e Novecento – Maurice Ravel e Claude Debussy – ci sono il violoncellista Paolo Bonomini e il pianista Naoko Sonoda. A chiudere il programma c’è la Sonata per violoncello e pianoforte op. 19 di Sergej Rachmaninov.
Rimaniamo nella Città della Quercia dove, sabato e domenica, musica e testi si fondono in «Tutti morimmo a stento». Al Teatro Zandonai, rispettivamente sabato alle 20:45 e domenica alle 17, il Corpo Bandistico di Lizzana con majorettes, affiancato dalla Compagnia di Lizzana «Paolo Manfrini» e dal coro Notemagiovani è pronto ad incantare il pubblico diretto dal Maestro Andrea Loss. Sul palco i musicisti omaggiano Fabrizio De André mentre attori e attrici condividono testi altrettanto forti e profondi. Come il racconto dello stupro subito da Franca Rame, che anticipa il tema della «Leggenda di Natale» o la ricostruzione del suicidio di Primo Levi che si lega alla straziante «Ballata degli impiccati». Valore aggiunto allo spettacolo è dato dalle Majorettes di Lizzana, che danno vita a dei «quadri in movimento» con le coreografie di Valentina Maino.
In regione spazio anche al teatro. A Trento, fino a domenica, c’è «Le indie de qua. Fede, potere e superstizione al tempo del Concilio di Trento». A salire sul palco del Teatro Sociale con un’analisi sociale e una ricostruzione storica e ironica è Andrea Pennacchi. In questo monologo Pennacchi svela le contraddizioni di un’epoca in cui la fede si intreccia con il controllo sociale. Lo spettacolo è in replica venerdì alle 20.30, sabato alle 18 e domenica alle 16.
A Bolzano il sipario si alza su «L’analfabeta». Venerdì e sabato, alle 20:30, il Teatro Studio del Comunale vede protagonista l’attrice Federica Fracassi pronta ad interpretare la scrittrice ungherese Ágota Kristóf. Una storia di esilio, sradicamento e atrocità che si mescola inaspettatamente ai suoi romanzi.
Nell’ambito della Stagione Teatrale di Lavis, sabato alle 21, Mario Cagol e TeatroE propongono «Spazio. Ultima dentiera». Nonna Nunzia, la nonna più amata della regione, ha un’importante missione da compiere per salvare il sorriso del pianeta Terra.
Non mancano poi le proposte per le famiglie. Sabato alle 17:30 alla Sala Filarmonica di Trento ci si diverte con «Clown in libertà» di e con Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini e Alessandro Mori. Domenica, alle 16, si torna al Teatro Auditorium di Lavis con «I musicanti di Brema» del Teatrino dell’Erba matta, una storia di solidarietà tra animali. Infine, sempre domenica alle 16, al Teatro Auditorium di Trento c’è «Becco di rame» di Teatro del Buratto, una metafora per affrontare con leggerezza temi come la diversità e la disabilità.
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