La storia
domenica 19 Gennaio, 2025
Dalla Serbia a Cles i Ćevapčići anche per chi non può pagare. «Nessuno si merita di essere affamato»
di Marco Mucchi
L’imprenditore Ristovic ha aperto in centro una nuova attività. Sotto l’insegna spicca la scritta: «Se hai fame ma non hai soldi, entra. Un panino caldo ti sarà offerto»
«Da dove vengo io li adorano tutti, la ricetta è nata in Turchia ma sono diffusi in tutti i Balcani, salendo dalla Grecia fino all’Austria, dalla Polonia alla Germania». E allora, perché non portarli anche a Cles? È il pensiero che ha fatto Ivica Ristovic, il clesiano di origini serbe che ha di recente aperto in centro «Ćevapčići», locale che prende il nome dall’omonimo piatto balcano composto da salsicce di carne speziata.
L’attività di ristorazione dal sapore balcanico è attiva da qualche settimana in centro, di fronte a Corso Dante, e ha già stupito i clesiani con un piatto molto particolare, nuovo per il pubblico noneso. «Il mondo oggi giorno è globalizzazione, che piaccia o meno – ci racconta Ristovic –, siamo in una società multietnica e questo è uno dei motivi che mi ha spinto a puntare sulla carne di manzo e di pollo, magari un giorno anche halal per ampliare il mercato ed essere più inclusivo».
A Cles negli ultimi anni la piazza si è popolata di influenze culinarie da ogni parte del globo: dalle prime le ricette indiane, poi quelle turche, cinesi, magrebine, statunitensi e ora anche serbe. «Io mi sento clesiano, la Val di Non è la mia casa dal 1984, e sento di appartenere a questa comunità», argomenta il neo-ristoratore che per l’adeguamento del locale è stato aiutato da molteplici artigiani che hanno creduto nel suo progetto. «Sarò sempre grato a tutta la comunità e tutto ciò, lo dico con una metafora balcanica, mi fa il cuore grande come la Russia».
Ristovic ci racconta del suo progetto: «Con la carne non si sbaglia mai, ma per mangiarla, a Cles, bisogna per forza andare al ristorante, aspettare molto e spendere altrettanto. Non nel mio locale, dove propongo anche dei pacchetti vantaggiosi per gli studenti, che convergono a Cles da ogni dove tutti i giorni». Il gestore ci spiega anche come voglia rendere più universale il suo prodotto: «Per i palati italiani più fini forse la ricetta tradizionale dei Ćevapčići è troppo speziata e sto cercando la formula ideale».
Quella aperta di recente non è la prima attività economica per Ristovic, che da alcuni anni ha un negozio di materassi in via Trento e un’attività di commercio di legna da ardere. Ora però, in aggiunta, ha deciso di puntare su questa nuova avventura. «Tanti nuovi esercizi pubblici aprono e molti altri chiudono i battenti, ma se c’è un settore che è costante è la ristorazione – spiega lui –. La cucina e il benessere, nonostante i periodi di crisi economica, mantengono un’alta domanda di mercato». Ristovic poi chiude raccontando un aneddoto: «Tempo fa ero in Serbia, dove la situazione economica generale non è delle migliori e passeggiando ho trovato sopra la vetrina di un ristorante una scritta stampata, e ho pensato di replicarla». Ed ecco che così oggi, anche sopra la porta del locale nella piazza di Cles, si legge quindi: «Se hai fame ma non hai soldi, entra, un panino caldo ti sarà offerto. Pagherai quando li avrai, ma anche se non lo paghi è lo stesso. Nessuno si merita di essere affamato».
«Ho pensato – conclude Ristovic – che se l’ha potuto fare lui nella metropoli di uno Stato dove la povertà è molto alta, posso fare lo stesso anche io a Cles, in Italia. A volte basta poco».
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