Trento

lunedì 23 Febbraio, 2026

Da Rita Borsellino ad Alexander Langer, da Nelson Mandela a Luca Attanasio: alle Albere nasce il Giardino per ricordare chi ha scelto la pace

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La proposta è partita dagli studenti del liceo Da Vinci. Ianeselli: «Un'area che continuerà a crescere nel tempo»

Diventerà il «Giardino dei Giusti e delle Giuste» l’area boschiva nel parco delle Albere a Trento. La proposta arriva dagli studenti delle classi del liceo Da Vinci: nell’area saranno installate targhe commemorative di donne e uomini che si sono distinti per il loro impegno nella difesa della pace, della dignità umana e dei diritti fondamentali.

«Il valore di questa proposta non risiede solo nei contenuti, ma anche nel metodo – ha sottolineato il sindaco di Trento Franco Ianeselli – è significativo infatti che l’idea sia arrivata dagli studenti, perché il progetto renderà più consapevole la comunità sulle persone che con la loro volontà e le loro azioni hanno contribuito a modificare il corso della storia. Ed è molto importante – ha concluso il primo cittadino – che queste figure vengano ricordate non con un singolo evento celebrativo, ma con un giardino che continuerà a crescere nel tempo».

Il Giardino, che sarà realizzato con il coinvolgimento del progetto Beni comuni e dell’ufficio Parchi e giardini, è infatti destinato a crescere nel tempo: ogni anno una commissione di studenti e studentesse, affiancata da insegnanti, associazioni e rappresentanti della società civile, dovrà individuare nuove figure da aggiungere al Giardino, e alla fine dell’anno scolastico è inoltre prevista una cerimonia pubblica per il loro inserimento.

Una ventina i primi nomi proposti per l’avvio dell’iniziativa: Moshe Bejski, magistrato israeliano e fondatore del Giardino dei Giusti, Rossella Casini, testimone di giustizia contro i crimini della ‘ndrangheta, Rita Borsellino, che ha fatto della lotta alla mafia un impegno civile e politico, Marianela Garcia Vilas, avvocata dei poveri e voce degli scomparsi in Salvador, Denis Mukwuege, medico e attivista congolese, Irena Sendler, infermiera polacca che salvò oltre 2 e 500 bambini ebrei, Nelson Mandela, attivista e ex presidente del Sudafrica, Ruth First, sociologa e militante anti-apartheid, Anna Politkovskaia, giornalista investigativa assassinata a Mosca per aver denunciato l’orrore della guerra in Cecenia, Natalia Estemirova, giornalista e attivista uccisa per le sue indagini sulla guerra in Cecenia, Gino Bartali, il campione di ciclismo che salvò gli ebrei, Ameena Saeed, parlamentare in Iraq e attivista per i diritti di ragazze e donne yazide, Marielle Franco, attivista simbolo del femminismo brasiliano, Gareth Jones, giornalista gallese che denunciò l’Holodomor, Malala Yousafzai, attivista per il diritto allo studio delle donne e la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la pace, Sinzi Tharcisse, karateka ruandese che ha salvato oltre cento Tutsi durante il genocidio, Romeo Dallaire, generale che avvisò l’Onu dell’imminente genocidio in Ruanda, Luca Attanasio, ambasciatore e costruttore di pace, Guillermo Chen, attivista impegnato per la verità sulle stragi dei Maya, Altiero Spinelli, incarcerato dal regime fascista e autore del Manifesto di Ventotene, e Dietrich Bonhoeffer, teologo luterano e simbolo della resistenza contro il nazismo, Etty Hillesum, scrittrice olandese ebrea vittima dell’Olocausto, Sophie Scholl, attivista tedesca appartenente alla Rosa Bianca, e Alexander Langer, ambientalista che si spese per il dialogo e la pace.

Ogni persona ricordata sarà accompagnata da una targa con un apposito qrcode che rimanderà alla sua biografia.