Bolzano

venerdì 27 Febbraio, 2026

Cuore bruciato dal ghiaccio, la testimonianza degli infermieri austriaci: «L’equipe napoletana non capiva l’inglese e sono venuti senza sacchetti»

di

Un gruppo di medici da Innsbruck era presente per altri espianti: «Hanno fatto degli errori ma non riuscivamo a farglielo capire»

Emergono nuovi dettagli sull’espianto del cuore destinato al piccolo Domenico Caliendo, poi deceduto due mesi dopo il trapianto fallito al Monaldi.

Come riportato nella relazione inviata dalla Provincia Autonoma di Bolzano al Ministero della Salute, nella sala operatoria dell’Ospedale San Maurizio erano presenti anche medici provenienti da Innsbruck, giunti per prelevare altri organi dal donatore. Anche le loro testimonianze rientrano ora nell’inchiesta sulla morte del bambino.

Secondo quanto riferisce Il Mattino, i medici austriaci avrebbero sostenuto che l’equipe napoletana sarebbe arrivata a Bolzano senza la strumentazione necessaria. Per questo motivo sarebbe stato utilizzato un normale contenitore in plastica per il trasporto del cuore. Inoltre, i sanitari partenopei avrebbero chiesto ai colleghi austriaci i sacchetti per l’organo e le soluzioni necessarie per la conservazione.

Un ulteriore elemento emerso riguarderebbe la barriera linguistica: secondo la testimonianza dell’equipe di Innsbruck, soltanto uno dei chirurghi italiani parlava inglese. Le difficoltà di comunicazione sarebbero diventate particolarmente rilevanti durante la fase di drenaggio. In quell’occasione, sempre secondo la ricostruzione dei medici austriaci, la chirurga napoletana avrebbe praticato un’incisione troppo piccola, causando una congestione di cuore e fegato, che si sarebbero gonfiati. Uno dei chirurghi austriaci avrebbe richiamato per tre volte, in inglese, l’attenzione della collega, per poi intervenire personalmente. Un dettaglio, quest’ultimo, che risulterebbe anche nella relazione redatta a Bolzano.

Diversa, al momento, la posizione rispetto all’operato dell’ospedale altoatesino. Come riferito dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, gli inquirenti non ipotizzerebbero errori o negligenze da parte dell’equipe dell’Ospedale San Maurizio nella fase di espianto del cuore.

Le indagini proseguono per chiarire eventuali responsabilità nella complessa catena che ha portato al tragico esito del trapianto.