I costi della politica

martedì 7 Novembre, 2023

Consiglieri: oltre alle indennità (9.800 euro lordi) 1,8 milioni di rimborsi chilometrici

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Tra chi ha chiesto maggiori rimborsi: Roberto Paccher e Lorenzo Ossanna (più di 80mila euro a testa in cinque anni), la capogruppo leghista Mara Dalzocchio (più di 78mila euro), e sui 70mila euro anche Michele Dallapiccola di Casa Autonomia, Luca Guglielmi della Lista Fassa

Oltre ai 9.800 euro lordi di indennità, che in questa legislatura sono andati nelle tasche di ogni consigliere provinciale, ci sono da aggiungere i rimborsi e i forfettari, soldi netti esentasse. In totale, per l’erario pubblico, si tratta di quasi 1,8 milioni di euro in cinque anni, per l’esattezza 1.783.975,50 euro. Senza contare i rimborsi per gli assessori in carica, che spesso anticipano le spese di viaggi e pernottamenti per i molti viaggi istituzionali.

A tutto questo vanno aggiunte — per alcuni — altre indennità di carica. Vediamole: a Fugatti, come presidente della Provincia, si aggiungono 4.900 euro lordi al mese, ogni assessore aggiunge invece all’indennità di consigliere altri 2.835 euro lordi al mese. Il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder (Patt) ha ricevuto per l’intera legislatura l’indennità da consigliere e in più 2.550 euro lordi al mese, mentre il suo vice — era Alessandro Olivi, Pd, fino alle dimissioni a fine 2020 — arrivavano 1.890 euro lordi al mese. Non male nemmeno l’incarico di questore nell’Ufficio di presidenza, per Mara Dalzocchio (Lega), Michele Dallapiccola (Casa Autonomia) e Filippo Degasperi (Onda). I primi due, per i 60 mesi della legislatura, hanno aggiunto allo stipendio 510 euro lordi al mese, mentre nulla per Degasperi fintanto che era iscritto ai 5 Stelle, ma fondato il nuovo gruppo ha iniziato ad incassare.

Di presidenza c’è anche quella del Consiglio regionale, dove Roberto Paccher (Lega) si è seduto per metà legislatura (percepiva 3.255 euro al mese), per poi diventare vicepresidente assieme a Luca Guglielmi (Fassa), con un’indennità di soli 1.890 euro al mese. Sempre in più rispetto ai 9.800 euro lordi di consigliere «semplice».

Tornando però alle entrate nette, c’è da segnalare la voce delle «spese forfettarie»: 700 euro mensili per ogni consigliere, anche per gli assessori. A cui si aggiungono i rimborsi sia provinciali che regionali. Per mandati istituzionali, per il viaggio verso il Consiglio provinciale dalla residenza o per i «viaggi nell’esercizio delle funzioni di carica». C’è chi non ha mai chiesto nulla in più: Claudio Cia e Bruna Dalpalù e Katia Rossato di Fratelli d’Italia, praticamente tutto il gruppo, poi Filippo Degasperi di Onda, e così Lucia Maestri del Pd e, quand’era ancora in Futura (oggi nel Pd), Paolo Zanella.

Qualcun altro non ha scordato di segnare uno spostamento, di presentare la famosa «pezza di appoggio», di inviare la rendicontazione agli uffici provinciali e regionale. Tra i più attenti, o forse tra quelli che si sono «spesi» di più nel loro mandato, Roberto Paccher e Lorenzo Ossanna (più di 80mila euro a testa in cinque anni), la capogruppo leghista Mara Dalzocchio (più di 78mila euro), e sui 70mila euro anche Michele Dallapiccola di Casa Autonomia, Luca Guglielmi della Lista Fassa (che però abita in Val di Fassa), Walter Kaswalder del Patt che arriva a oltre 76mila euro in cinque anni. Solo nell’ultimo mese di legislatura, per rimborsi, dal Consiglio provinciale ha incassato 12mila euro.