Tribunale
martedì 9 Giugno, 2026
Colloqui con i detenuti intercettati in carcere a Perugia, anche gli avvocati penalisti di Trento aderiscono allo sciopero
di Redazione
I legali si asterranno dalle udienze penali fino al 12 giugno: «Episodio grave»
La Camera Penale di Trento aderisce alla astensione delle udienze penali per tutta questa settimana proclamata dall’Unione nazionale delle Camere penali. Lo comunica in una nota il direttivo della Camera penale. Nella nota si spiega che le motivazioni dell’astensione degli avvocati dalle udienze è dovuta alla «grave violazioni del diritto di difesa avvenute nel carcere di Perugia, dove per mesi sono stati sistematicamente e indiscriminatamente captati i colloqui tra detenuti e i propri difensori».
La nota prosegue andando nel dettaglio delle motivazioni della protesta degli avvocati penalisti che contestano le intercettazioni tra legali e i loro assistiti: «La Camera Penale di Trento aderirà alla astensione dalle udienze dalle attività penali che ha luogo dal giorno 8 giugno al giorno 12 giugno 2026 in tutta Italia da parte dell’avvocatura penalista associata nell’Unione delle Camere Penali Italiane.
L’astensione è motivata perché, nel corso di un procedimento penale pendente innanzi alla Procura della Repubblica di Perugia, è emersa la sistematica e indiscriminata captazione dei colloqui tra detenuti e i propri difensori svoltisi nelle sale colloqui della casa circondariale di Perugia “Capanne”. Le intercettazioni in questione erano state disposte nell’ambito dell’indagine avente ad oggetto un’ipotesi associativa relativa a un traffico di stupefacenti, e che il provvedimento autorizzativo del giudice riguardava esclusivamente i colloqui intercorsi tra uno specifico difensore (indagato) e il suo assistito. Invece, dalle risultanze processuali è emerso che le operazioni sono durate ben 6 mesi captando e registrando i colloqui di almeno 15 avvocati diversi da quello indagato indicato nel decreto autorizzativo, conversazioni nel corso delle quali i difensori hanno interloquito con i loro assistiti nell’esercizio della propria funzione. In tali conversazioni, protette dal segreto professionale, sono stati inevitabilmente trattati argomenti di natura strettamente difensiva, ivi incluse le strategie processuali che gli indagati e/o imputati avevano il diritto assoluto di non anticipare all’accusa, nonché vicende personali e riservate che nulla avevano a che fare con il fatto-reato oggetto delle indagini. A seguito della proclamazione della astensione e di un incontro con i rappresentanti della Camere Penali Il Ministro di Giustizia ha già disposto un’ispezione per fare luce su questo episodio».
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