Cronaca
martedì 24 Febbraio, 2026
Cinturrino confessa: «Mansouri l’ho ucciso io, la messa in scena perché ho perso la testa. Chiedo scusa a tutta Italia»
di Redazione
Le parole del poliziotto arrestato davanti al gip
«Dovevo far osservare la legge e ho sbagliato». Carmelo Cinturrino è «pentito nei confronti di tutta l’Italia», chiede «scusa» e confessa la «messinscena» allestita accanto al corpo di Abderrahim Mansouri, per aver piazzato un’arma giocattolo mentre il 28enne era steso, con un colpo di pistola alla tempia, fra le sterpaglie del ‘bosco della droga’ di Rogoredo simulando di aver aperto il fuoco per legittima difesa. «L’ho fatto da solo», dice il poliziotto al gip di Milano, Domenico Santoro, durante le due ore di interrogatorio di convalida del fermo per omicidio volontario disposto lunedì dal pm Giovanni Tarzia e dal Procuratore di Milano, Marcello Viola. Cinturrino ha inoltre affermato di aver «perso la testa» quando ha capito che Mansouri era morto ed aver avuto così l’idea della messa in scena.
Per l’avvocato Piero Porciani, che ha chiesto i domiciliari, il 41enne assistente capo del Commissariato Mecenate «ha ammesso tutte le proprie responsabilità e gli errori, è pronto a pagarli». «Ma non per quello che non ha fatto», attacca il difensore respingendo la descrizione di un agente infedele dedito al pestaggio di tossicodipendenti e pusher e a richieste estorsive di droga e denaro. Una linea difensiva che sembra già fare i conti con le accuse destinate a piovere sulla testa dell’agente, noto nell’ambiente per i numeri da record negli arresti, ma descritto dai colleghi indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso come un «paladino», «frustrato» e dal carattere «aggressivo».