La vicenda

giovedì 26 Febbraio, 2026

Caso Epstein, Hillary Clinton depone alla Camera: «Mai incontrato, ma interrogate Trump sotto giuramento»

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L’ex segretaria di Stato Usa testimonia davanti alla Commissione d’inchiesta e attacca duramente la gestione del dossier: «Una piaga globale coperta per anni»

L’ex segretaria di Stato Usa Hillary Clinton ha iniziato a testimoniare davanti ai deputati della Camera a New York nell’ambito dell’indagine congressuale sul caso Jeffrey Epstein. In una dichiarazione iniziale diffusa sui social, l’ex first lady ha affermato: «Non avevo idea delle loro attività criminali. Non ricordo di aver mai incontrato il signor Epstein». Clinton ha definito Epstein «un individuo atroce», sottolineando però che la vicenda non può essere considerata un caso isolato. «Non si tratta di un caso isolato, né di uno scandalo politico. È una piaga globale con un costo umano inimmaginabile», ha dichiarato l’ex segretaria di Stato.

Nel suo intervento ha criticato duramente la gestione iniziale del caso. «È inconcepibile» che Epstein «abbia inizialmente ricevuto una pacca sulla spalla nel 2008, che gli ha permesso di continuare le sue pratiche predatorie per un altro decennio», ha affermato, chiedendo che l’indagine faccia piena luce sulle responsabilità istituzionali. Poi l’affondo politico, con un riferimento diretto al presidente Donald Trump: «Se questa commissione fosse seria nella sua missione di trovare la verità sui crimini di Epstein non si accontenterebbe di sentire i punti stampa del presidente sul suo coinvolgimento, ma lo dovrebbe interrogare, sotto giuramento», ha detto ancora Clinton.

«Dovrebbero chiedergli direttamente di spiegare perché il suo nome compaia centinaia di migliaia di volte. Chi stanno coprendo?». L’ex first lady ha invitato la Commissione a valutare il ruolo del governo federale e delle forze dell’ordine, ricordando che sono stati citati otto funzionari a capo del Dipartimento di Giustizia o dell’Fbi all’epoca delle indagini. «Solo uno è comparso davanti alla Commissione», ha sottolineato, denunciando la mancanza di udienze pubbliche e di trasparenza. Secondo Clinton, non sarebbero stati compiuti sforzi sufficienti per convocare le figure più ricorrenti nei file legati al finanziere.

Infine sempre ieri il presidente e Ceo del World Economic Forum, Borge Brende, ha annunciato le sue dimissioni, poche settimane dopo che il Wef ha avviato un’indagine indipendente sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein. Lo riporta Reuters sul sito web. Brende, diventato presidente nel 2017, ha annunciato la sua decisione in una dichiarazione a seguito delle rivelazioni del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, secondo cui il dirigente norvegese aveva avuto tre cene di lavoro con Epstein e aveva anche comunicato con il finanziere tramite e-mail e sms.