La storia
giovedì 26 Febbraio, 2026
Carlo Schwarz lascia la guida de «La Pergola». «Guai a chiamarci anziani, a 99 anni si balla la mazurka»
di Daniele Benfanti
Dopo tre mandati consecutivi, lo storico presidente del circolo ricreativo passa il testimone. Un bilancio tra i successi di un’associazione che conta 300 iscritti, la lotta alla solitudine e la ricetta per restare giovani: «La nostra forza è la leggerezza, qui la gioia non ha età»
Dopo nove anni da presidente (tre mandati triennali) e altri tre anni, in precedenza, da revisore dei conti, Carlo Schwarz, per tutti «Carletto», vulcanico e travolgente nel suo entusiasmo, il 15 marzo prossimo lascerà la guida del Circolo ricreativo «La Pergola» di Mezzolombardo. Schwarz, classe 1949, per anni ha gestito il Ristorante Roma e Al Parco della borgata. Lo conoscono tutti. In assemblea quella domenica pomeriggio verrà eletto il nuovo direttivo. Per un eventuale ruolo di presidente è stata sondata la disponibilità di Danilo Viola, figura conosciuta nella borgata per i suoi impegni amministrativi e associazionistici.
Presidente Schwarz, per statuto non era obbligato a non ricandidarsi. Come mai questa scelta?
«Penso che nove anni siano abbastanza e sia giusto fare spazio ad altri, per un rinnovamento nella continuità».
Il Circolo quest’anno compie 40 anni…
«Esatto. Faremo una festa in aprile. Siamo nati nel 1986. Vorrei ricordare, tra gli altri, i grandi meriti di Enrico Giovannini e Giuseppina Tait. Vent’anni fa siamo venuti sotto la palestra».
Come mai vi chiamate «La Pergola»?
«Innanzitutto ho voluto che fosse più di un circolo anziani e pensionati. Da quattro anni non si chiamano più così, ma già in passato ho preferito che fossimo un circolo ricreativo. La pergola? Perché Mezzolombardo è nel cuore di un giardino vitato, la Piana Rotaliana».
Cosa vi contraddistingue?
«La voglia di divertirci. La ricreazione, la leggerezza non devono conoscere età. Nella nostra sede non ci sono gelosie, invidie, rabbia, ma solo gioia, solidarietà, voglia di stare insieme».
Qual è il segreto per passare al meglio gli anni dopo i 60-65 anni?
«Bravo, non usiamo la parola “anziani” perché non ci appartiene. La compagnia è fondamentale: mantenere uno spirito sereno, aperto. Qui nascono di continuo amicizie…».
Siete aperti tutti i giorni?
«Sì, al pomeriggio. Abbiamo bar, cucina, una sala da 250 metri quadri in cui facciamo corsi di ballo e serate danzanti. La domenica pomeriggio viene la Gina da Mezzocorona a ballare la mazurka: ha 99 anni. Poi la riaccompagno casa io in macchina».
Ecco, qualche numero?
Quanti iscritti avete? «Siamo in trecento. E un centinaio di loro sono utenti fissi, molto attivi. Ogni anno andiamo a Bellaria al mare. Hotel quattro stelle: con spa! Ci trattiamo bene. Tengo a sottolinearlo. Ci andiamo in 118. Beh, a gennaio ho già le prenotazioni esaurite».
Che fascia d’età coprite?
«Dai 64 ai 99 anni, appunto. Dato che facciamo corsi di ballo e altre attività, in tanti si iscrivono anche se sono più giovani. Ci fa molto piacere avere iscritti dalla Val di Non, da Mezzocorona, dalla Val di Cembra».
Qualche esempio delle vostre attività?
«Ci piace mangiare, facciamo compleanni in sede coi familiari dei soci, balliamo, giochiamo a carte. Ma sono orgoglioso di aver introdotto, in questi 9 anni, i corsi antitruffa, i giochi de ‘sti ani, la Pasqua di una volta, la festa della donna, merende, pizzate, musica dal vivo. C’è partecipazione: al torneo di burraco eravamo in 65».
Richieste al Comune?
«La nostra sede non è centralissima, ma è grande e comoda. La domenica con le attività in palestra ci serve il parcheggio ex De Varda. E poi ci piacerebbe una borgata più animata la domenica pomeriggio».
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